Attualità

Emilia-Romagna. Altri corpi nell'acqua. È corsa agli aiuti

Viviana Daloiso giovedì 18 maggio 2023

Volontarie al lavoro per le strade di Faenza

L'emergenza non è ancora finita. Non solo perché le vittime ora sono 13 con il marito e la moglie di Russi, nel Ravennate, che sono stati trovati annegati nella loro casa, e altri corpi emersi dall'acqua a Castel Bolognese. Stanotte altri fiumi sono esondati (sono la cifra impressionante di 23 in tutto): l'Emilia-Romagna fa i conti ad ogni minuto che passa con una nuova città finita sott'acqua - stamattina Lugo e Cervia si sono svegliate completamente sommerse -, con tutta la zona collinare e montana costellata di frane e smottamenti, con strade e ferrovie quasi completamente bloccate e soprattutto con 10mila sfollati, oltre un numero imprecisato di persone ancora isolate. Mezza regione resta in zona rossa e in allerta, viste le previsioni del tempo ancora avverse per il fine settimana. E c'è chi, tra i sindaci, stamattina ha chiesto l'intervento dell'esercito per chiudere le falle aperte dall'acqua sugli argini: gli allagamenti continuano, l'elettricità manca ovunque, soprattutto nella zona di Cesena e del Ravennate.

Un'impressionante immagine dall'alto delle zone alluvionate tra Cesena e Forlì - Ansa

In prima linea c'è, come al solito, la Protezione civile. Palestre, sale comunali, alberghi, persino i musei si stanno riconvertendo in centri d'accoglienza improvvisati, con colonne di viveri ammassati ai bordi delle strade rimaste asciutte. La macchina dei soccorsi sta approntando un numero verde, che sarà operativo già dal tardo pomeriggio, per poter mettere ordine tra le richieste di aiuto, che sono incessanti. Mezzi, elicotteri e gommoni sono arrivati in Romagna da ogni parte d'Italia, assieme a unità di soccorso, medici, infermieri e i presidi della Croce Rossa.

E poi la Chiesa, con la rete delle Caritas e delle Acli, che a Ravenna hanno già allestito un primo campo di fortuna per gli sfollati, raccogliendo coperte e viveri: «Apriremo al più presto un servizio telefonico di supporto alle famiglie che hanno riportato danni. Come sempre succede in questo casi - spiegano le Acli - la trafila per richiedere eventuali risarcimenti sarà lunga e complessa: metteremo a disposizione le competenze e professionisti per aiutare le famiglie».

Altri volontari in campo a Faenza. Il fango ha invaso tutto il centro cittadino - Reuters

Ma in attesa del Cdm di martedì prossimo, che delibererà lo stato di calamità per le zone colpite dall'alluvione e risponderà ai primi interventi (primo tra tutti il blocco dei mutui e delle riscossioni tributarie), la ricostruzione come avvenne per il terremoto è nelle mani dei volontari e dei cittadini. Stivali di gomma, pantaloni al ginocchio e secchi in mano. Via l'acqua adesso, come fu per le macerie 11 anni fa, per una terra che vuole rialzarsi ad ogni costo. Anche se l'acqua è ovunque.

Terminate le piogge, a Cesena, dopo l'esondazione del Savio, sono soprattutto i giovani che si sono organizzati sulle chat e tra gruppi di amici per spalare il fango. Tra i gruppi Telegram utilizzati vi è “Sos Cesena”, già impiegato prima dell'attuale emergenza per piccole necessità di ogni tipo: nelle ultime ore si è trasformata nella chat di richieste di aiuto per lavori post-emergenziali, come lo sgombero di cantine e vani allagati dal materiale inzuppato d'acqua.

C'è chi avvisa di anziani con elettrodomestici da buttare, chi si offre per portare cibo, secchi per portare via l'acqua, coperte. E così già da ieri si sono visti per le strade della città frotte di residenti, molti giovanissimi, provenienti anche da altri comuni della Romagna, con stivali e badili.

Viveri e soccorsi accumulati ieri sulle strade di Cesena - Fotogramma

E poi ci sono le imprese, i negozi, le attività agricole. In ginocchio. Secondo il monitoraggio di Coldiretti sono finite sott'acqua oltre cinquemila aziende agricole. La conta dei danni è solo all'inizio, secondo il governatore Stefano Bonaccini si aggirerà intorno a diversi miliardi: «Al governo abbiamo detto che avremo bisogno di tante risorse e anche di norme speditive - ha spiegato -. Serve un commissario straordinario nominato al più presto, di adempimenti per le imprese, di tanti investimenti. Noi abbiamo le idee chiare su quello che va fatto: ora chiederemo di avere accesso al fondo straordinario di emergenza europeo, che come accadde col terremoto ci ha dato alcune centinaia di milioni di euro, così come siamo pronti a fare investimenti e interventi». Oggi l'incontro col ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto.

Video. Il mare si porta via le imbarcazioni dal porto: