Attualità

Tasse sulla casa. Fiumicino, Aosta e Pordenone in controtendenza

Eugenio Fatigante giovedì 28 agosto 2014
​Eppur si può. Ci sono Comuni che, per scongiurare il caos del 2013 (e, quindi, limitare al minimo i disagi per i contribuenti), quest’anno si sono mossi per tempo. Quasi un’anomalia, per gli standard italiani. Uno di questi è Fiumicino, il grande centro alle porte di Roma noto per l’aeroporto "Leonardo da Vinci". Qui il bilancio per il 2014 è stato approvato il 15 aprile, al termine di un processo partecipativo che ha coinvolto la popolazione. Ma, quel che più conta, è stata decisa per la Tasi un’aliquota all’1,5 per mille. Quindi un punto netto al di sotto dell’aliquota massima (2,5 per mille) fissata dal governo. Non male per i quasi 68mila abitanti della cittadina. Ancora più coraggiose sono state le giunte di Pordenone, dove l’asticella dell’aliquota-base è stata posta all’1,25 per mille, e Aosta, dove si è osato arrivando all’1 per mille.A Fiumicino il merito va ascritto all’azione del nuovo assessore al Bilancio, Arcangela Galluzzo, un tecnico "prestato" dalla Regione Lazio, dove lavorava prima. Che, malgrado la nuova giunta decisamente trasversale (Pd-Udc-Sel) sia in carica solo da poco più d’un anno, ha presentato una "manovra" decisamente innovativa. Caratterizzata, per esempio, da un forte recupero dell’evasione di tributi e multe, necessario per far fronte ai 7 milioni di minori trasferimenti avuti dallo Stato: «Per questa via abbiamo recuperato – spiega la Galluzzo - 5,8 milioni di euro, il che ci ha consentito di diminuire il carico fiscale sugli altri tributi. Per far capire concretamente ai cittadini che ogni euro non evaso dal singolo si può tramutare in un beneficio per l’intera collettività».Decisamente fantasiosa è anche un’altra novità lanciata dalla Galluzzo: l’abbattimento del 50% della Tari sui rifiuti, applicato a chi adotta un cane ricoverato nel canile convenzionato. Non una stravaganza, come potrebbe sembrare, ma un calcolo economico: il costo giornaliero di mantenimento di un cane ammonta, per le casse comunali («Per via di una convenzione risalente alla precedente giunta», puntualizza l’assessore), a 5 euro al giorno, pari dunque a ben 1.825 euro l’anno. Per il Comune, calcolando una Tari media di 200 euro si ha un risparmio di 1.700 euro ad animale. Un modo virtuoso di fare "finanza creativa", insomma.