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Rai1. In prima tv il docufilm «Papa Francesco. Un uomo di parola», di Wim Wenders

Gia.Ber. giovedì 1 aprile 2021

Arriva su Rai1 il docufilm "Papa Francesco - Un uomo di parola". Il lavoro è firmato dal regista tedesco Wim Wenders e da voce a Bergoglio, che affronta i temi a lui più cari e risponde a domande sulle principali sfide globali del nostro tempo: la giustizia sociale, le diseguaglianze, il materialismo, la povertà, la crisi ecologica. Lo si potrà vedere, in prima visione assoluta, domani, venerdì 2 aprile, alle 23.35 sul primo canale della Rai.

La storia del progetto

Fin dai giorni successivi all’elezione molti broadcaster internazionali e case di produzione cinematografiche si sono presentate in Vaticano proponendo di realizzare un documentario. Ogni volta però la risposta del Papa era sempre la stessa, un deciso diniego accompagnato dalla stessa motivazione: “Io non faccio l’attore!”. Lo scrive sull'Osservatore Romano monsignor Dario Viganò, vice cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

"Era necessario, infatti - continua Viganò -, che il Papa si sentisse libero di raccontarsi secondo la sua modalità comunicativa capace di accorciare immediatamente le distanze: in intimità, attraverso un gioco di sguardi, il suo e quello delle persone. E lo sguardo di Wenders, capace di raccontare il mondo del visibile e insieme squarci di quello invisibile, non poteva che essere il più attento e adatto a realizzare un film su e con papa Bergoglio. Basti pensare alla sua lunga filmografia e a quello sguardo sugli angeli tanto nel film Il cielo sopra Berlino (1987), come pure nel successivo Così lontano, così vicino (1993). In particolare gli angeli tratteggiati nel film Il cielo sopra Berlino così distanti dal cascame devozionale e così intrisi della poesia di Dante e di Rainer Maria Rilke".

I primi contatti con il regista avvennero nel 2013. Le riprese, in quattro sedute, furono realizzate tra il 2016 e il 2017. Papa Francesco. Un uomo di parola fu proiettato, in anteprima mondiale, al 71° Festival di Cannes. Di lì iniziò la sua avventura nelle sale cinematografiche.

Una produzione originale​

"Il regista tedesco - afferma Viganò -ha subito saputo prendere le distanze dalla produzione tradizionale, documentaristica o di finzione, dedicata ai pontefici. Si è tenuto lontano da quello sguardo narrativo-descrittivo consolidato rintracciabile ad esempio già a partire dalle prime inquadrature su Leone XIII nel 1898, oppure dal film su Pio XII del 1942 Pastor Angelicus, sino ai documenti audiovisivi dedicati a
Giovanni XXIII. Riuscì immediatamente a trovare una chiave narrativa chesi adattasse allo stile del Papa.

Viganò ricorda in particolare il Meeting di Rimini nell’agosto 2018. "Fu un’occasione - sottolinea - particolarmente significativa in cui poter offrire qualche anticipazione del documentario al pubblico italiano, impreziosita da un videomessaggio che Wenders volle inviare appositamente per quell’occasione: «Tutto quello che io ho da dire –indicava il regista– è nel film e lo vedrete, lo ascolterete, quando sarete tutti faccia a faccia, no, di più, occhi negli occhi, con un uomo molto coraggioso, molto umile e molto gentile, papa Francesco. Una vera roccia, come Cristo chiamava Pietro».