Attualità

LA FESTA DELLE DONNE. Il Quirinale: «Più lavoro e più figli? Più crescita»

giovedì 8 marzo 2012
«Non c’è da stupirsi se nel nostro Paese, ad un tasso di occupazione femminile poco soddisfacente, si accompagna un tasso di natalità tra i più bassi in Europa». Giorgio Napolitano presiede la festa della donna. Il Quirinale è pavesato di mimose, che spiccano anche al bavero della giacca del presidente. Non solo donne, però. Si parla anche di mariti esemplari, come tali evocati dalle loro consorti premiate con le alte onorificenze. Che per la prima volta coinvolgono anche un uomo, Maurizio Ferrera, nominato Grande Ufficiale per i suoi studi sul ruolo della donna in Italia. Ma si parla anche di nonne e nonni premurosi, di asili nido «da rafforzare», e di aziende lungimiranti che favoriscono la conciliazione fra lavoro e famiglia. Perché è proprio questo il tema, nella festa sul Colle, ed è questo il nodo che affronta Napolitano, in tutte le sue sfaccettatore: «Una riforma del mercato del lavoro - dice il capo dello Stato con in prima fila i ministri Elsa Fornero e Paola Severino - che desse più sicurezza economica ai giovani, produrrebbe anche una maggiore propensione ad avere figli. E questo gioverebbe di certo alla nostra economia». Infatti, come dimostrano diverse ricerche, «un incremento dell’occupazione femminile determinerebbe un importante aumento del Pil italiano». Invece, «una delle ragioni dello svantaggio attuale - rileva il Capo dello Stato - sta proprio nella più alta propensione delle donne italiane ad abbandonare il lavoro in caso di maternità, specie dopo il terzo figlio, ma anche dopo le prime nascite», mette il dito nella piaga, dopo aver ascoltato una giornalista precariaUn riferimento forte, nel discorso di Napolitano, anche alla piaga della violenza sulle donne, alle «troppe orribili cronache recenti e recentissime», alla «esposizione alla violenza e alla furia omicida» che «indicano una visione proprietaria e distruttiva degli affetti. Visioni che vanno combattute con la massima forza». Ma, dopo aver offerto la vetrina a cinque donne-commendatore che - tutte - hanno rimarcato come da sole non avrebbero potuto farcela, ecco il riconoscimento a «quanti in vario modo rendono possibile ai genitori, soprattutto alle madri, di lavorare, senza avere la preoccupazione costante di sacrificare il benessere dei propri figli. Certamente tra queste categorie benemerite - rimarca - va citata quella dei nonni, in particolare delle nonne, costanti dispensatrici di cure e di affetto, pronte e disponibili nelle emergenze». Ma, sul piano normativo si può e si deve fare di più. «È giunta l’ora di introdurre il congedo parentale per entrambi i genitori», sottolinea Napolitano, nonostante «resistenze culturali difficili da superare». Spalleggiando la proposta che, nell’intervento introduttivo aveva avanzato Fornero di «distribuire il congedo parentale tra entrambi i genitori». Affinché «la maternità non sia causa né di non partecipazione né, peggio, di allontanamento spesso permanente delle donne dalla attività lavorativa», auspica anche il ministro del Welfare. La quale poi, sulla grande trattativa in corso sul mercato del lavoro con le parti sociali, non si sbilancia, ma conferma la volontà di trovare le risorse sugli ammortizzatori sociali. E ribadisce che ci sarà presto un intervento contro la pratica delle "dimissioni in bianco".IL MINISTRO FORNERO: RETRIBUZIONI PIU' BASSE PER LE DONNE A parità di istruzione per le donne "le retribuzioni sono di regola più basse rispetto agli uomini e le carriere meno avanzate". Lo ha sottolineato il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, con delega alle Pari opportunità, Elsa Fornero, intervenendo alla cerimonia per la Giornata della donna, al Quirinale, evidenziando per questo la necessità di rendere "effettiva" la conciliazione dei tempi di lavoro e di famiglia. "Una misura da adottare può essere quella del congedo parentale per entrambi i genitori". Fornero ha anche ribadito che le quote rosa previste nei cda delle aziende "dovrebbero essere estese anche alle società partecipate e pubbliche". E ha insistito sulla necessità di costruire un "welfare familiare": "Anche in questa chiave - ha detto - vorrei poter leggere la riforma delle pensioni, severa, che il governo ha varato". Così come, nell'ambito della riforma del mercato del lavoro, si punta a una maggiore "inclusione e partecipazione" sulla base "dell'equità di genere". A questo proposito ha ricordato che in Italia "circa la metà delle donne non risulta occupata" non per scelta ma perchè "svolge attività prevalentemente o esclusivamente in famiglia", evidenziando così il tratto di "incompatibilità tra la cura della famiglia e l'attività lavorativa. L'opposto della conciliazione tra i tempi di lavoro e famiglia", tema a cui quest'anno è stata dedicata la Giornata internazionale della donna al Quirinale. L'esigenza di costruire una famiglia "non sia causa di allontanamento delle donne" dal lavoro, ha ammonito Fornero, assicurando l'intenzione di intervenire contro le dimissioni in bianco.  "Molto si può fare per una effettiva conciliazione dei tempi di lavoro e famiglia, come ci dimostrano i paesi nordici. Una misura da adottare - ha detto - è quella di distribuire il congedo parentale tra entrambi i genitori".Fornero si è però detta anche convinta che "dobbiamo sradicare anche molti degli stereotipi, dei pregiudizi e delle convinzioni che, soprattutto in certe parti del Paese, fanno interpretare il lavoro delle donne come qualcosa cui si ricorre quando proprio è necessario. Invece dobbiamo dire che è importante per la donna stessa, la famiglia, la società e l'economia", ha detto il ministro portando dei dati secondo cui i bambini, figli di donne che lavorano, "sembrano soffrire per la lontananza" delle mamme, ma "non è vero: apprendonomeglio, sono più bravi e anche dal punto di vista sociale sono più propensi alle relazioni". IL MINISTRO PROFUMO: NON RICONOSCIUTI GLI SFORZI COMPIUTI DALLE DONNELe donne "soffrono molto ancora, perché spesso non vedono riconosciuti gli sforzi compiuti, i propri talenti e vengono in gran parte ancora messe ai margini di una carriera di successo". Lo ha affermato il ministrodell'Istruzione, Francesco Profumo,alla Giornata internazionale della donna celebrata al Quirinale. Nel settore della scuola, ha proseguito, "pur ottenendo in tutti i nostri test valutativi i risultati migliori, le donne purtroppo assai raramente ricevono il compenso e l'attenzione che loro spettano". Al diploma, ha detto il ministro, "arrivano 98 ragazze su 100 contro 96 ragazzi; quasi 7 ragazze su 100 ottengono il punteggio massimo alla maturità contro appena 4 ragazzi; nella carriera dirigenziale scolastica il numero delle donne supera il 50% (risultato sconosciuto in altri settori)". Eppure il tasso di occupazione femminile italiano è "al 46%, tra i peggiori d'Europa, e le retribuzioni rimangono del 20% inferiori rispetto a quelle degli uomini", ha proseguito Profumo. "Il dono della maternità e della vita, che rende le donne uniche e diverse dagli uomini, non può essere un fattore escludente rispetto all'impegno che esse possono garantire in società e al lavoro. Se continuiamo a ragionare in termini disgiuntivi secondo la locuzione 'aut-aut', la sfida è persa in partenza, sia in termini valoriali che di competitività rispetto ai partner europei e internazionali".Profumo ha quindi evidenziato che secondo uno studio del 2010 della Banca d'Italia, con un tasso di occupazione femminile "del 60% il Pil italiano crescerebbe del 7%"."La strada sulla quale "dobbiamo impegnarci, allora, è quella della ricerca di politiche che consentano laconciliazione tra lavoro e famiglia. Ove questo accadesse ne trarrebbero beneficio sia la famiglia che il lavoro, realizzando una contaminazione certamente positiva".Profumo ha infine ricordato che il Miur ha indetto nelle scuole, sotto l'Alto patronato della presidenza della Repubblica, la V edizione del Concorso nazionale 'Donne per le Donnè dedicato al tema: 'Il doppio ruolo della donna, lavorare in famiglia e fuorì. È proprio su questi aspetti che "abbiamo voluto riflettere quest'anno con le scuole, con gli studenti e con gli insegnanti, convinti che la coscienza della parità dei diritti e dei doveri, e quindi della buona cittadinanza, nasca proprio sui banchi di scuola", ha concluso il ministro.