Attualità

LA RIFORMA AL BIVIO. Federalismo a rischio Si rinvia di tre mesi?

Angelo Picariello mercoledì 26 gennaio 2011
Sul federalismo si decide il prosieguo della legislatura. In Commissione Bicamerale, dove Pdl e e Lega non raggiungono da soli la maggioranza, l’opposizione alza il muro, il Pd con Pierluigo Bersani parla di «svendita del federalismo» e i sette giorni di proroga concessi sul testo municipale non sembrano davvero sufficienti a prefigurare cambi di scenario. Allora, ecco l’offerta di Mario Baldassarri, per conto di Fli e del Terzo Polo: una proroga di tre mesi alla discussione sul federalismo, la cui delega altrimenti scadrebbe definitivamente il 21 maggio, a due anni dall’approvazione della legge. Non, quindi, un piccolo allungamento di tempi sul singolo decreto, ma una rimessa in discussione dell’intero impianto, per poter allargare la base parlamentare del provvedimento. Il Terzo polo, in un emendamento al Milleprororoghe, aveva chiesto, proprio con Baldassarri, un prolungamento dei tempi di 6 mesi, da maggio a novembre. Ma ora l’ex sottosegretario all’Economia di Fli si dice disposto a dimezzare: 21 agosto. «Un autorevole esponente della Lega mi ha detto che se scendiamo a tre mesi se ne può parlare, e io ho risposto che non ci impicchiamo ai termini», spiega Baldassarri senza rivelare chi sia l’«autorevole» interlocutore, prima di andare a riferire, in serata, a Gianfranco Fini.Il presidente della Bicamerale Enrico La Loggia ribadisce il termine del 3 febbraio per il voto sul federalismo municipale: «E se l’opposizione manterrà una posizione strumentale ne prenderemo atto», avverte. E il ministro Roberto Calderoli non è andato, in commissione, oltre una concessione "istituzionale": «Su una eventuale proroga decide il Parlamento», ha detto il ministro della Semplificazione. Ma in realtà anche nel Pdl l’ipotesi del rinvio, «se costruttiva» non viene esclusa. Anzi sarebbe guardata con favore - se la Lega ci stesse - perché sarebbe il segno, inequivocabile, che il Carroccio non pensa di spingere verso il voto. «La disponibilità del governo è totale. Nel confronto con l’Anci c’è un’apertura su modifiche sostanziali e importanti», sostiene il ministro per ministro per i Rapporti e la coesione territoriale, Raffaele Fitto, che segue la trattativa per conto del Pdl. «Oggi in Conferenza abbiamo fatto un passo importante sull’armonizzazione dei bilanci - ricorda -. Sui contenuti non c’è vera contrapposizione  - assicura Fitto - se invece si scivola su aspetti politici, la discussione assume connotati differenti». Ecco il punto. Lo scontro politico rende tutto più difficile. «Si sta svolgendo un confronto politico molto serrato», dice il presidente dell’Anci Sergio Chiamparino. «Ma - avverte - voglio evitare che l’Anci sia tirata in ballo sia come stampella al governo sia all’opposizione».