Attualità

Lo strappo. Famiglie e unioni civili. La Sicilia fa confusione

Alessandra Turrisi lunedì 13 gennaio 2014
Coppie di fatto equiparate alle famiglie tradizionali. È questa la diretta conseguenza dell’articolo approvato dall’Assemblea regionale siciliana all’interno della legge di stabilità in questi giorni al voto a Palermo. Dietro al via libera all’accesso ai mutui per l’acquisto della casa sia alle coppie sposate che a quelle iscritte nei registri comunali delle unioni civili, si nasconde in realtà una rivoluzione che sta scatenando enormi polemiche sia all’interno dei partiti che nell’associazionismo cattolico.Dopo una serie di scaramucce verbali tra deputati di maggioranza e opposizione, e l’intervento del governatore Rosario Crocetta, il Parlamento regionale ha approvato ieri con 48 voti a favore e 24 contrari l’articolo 26 della finanziaria regionale che prevede facilitazioni nell’accesso alla prima casa anche alle coppie di fatto, cioè iscritte da almeno un anno nel registro delle unioni civili dei Comuni, quindi anche alle coppie omosessuali. Una norma di "civiltà" ha dichiarato Crocetta a caldo. I finanziamenti per le coppie di fatto saranno attinti grazie all’integrazione di fondi preposti dall’Irfis, l’istituto di mediocredito regionale. La cifra a disposizione è di tre milioni di euro. La norma è passata anche con il sostegno del M5S. «I franchi tiratori sono stati molti di più nel centrodestra, complessivamente ritengo invece che il centrosinistra ha resistito bene – ha aggiunto Crocetta –. La maggior parte delle coppie di fatto sono eterosessuali e finora non hanno avuto alcun beneficio ad iscriversi nei registri delle unioni civili, da oggi non è più così». Per Nello Musumeci, leader dell’opposizione, «la norma è fuori luogo, si vuole aggirare l’ostacolo per far dire domani a tutti i giornali che la Sicilia è all’avanguardia, per la prima volta ha riconosciuto le copie gay e di fatto, siamo i primi d’Italia. Ebbene un parlamento serio queste cose non le consente, il tema è troppo serio, va affrontato a parte, senza la spinta emotiva della fretta».A questo punto la strada sembra spianata anche per l’altra norma (l’articolo 39, pure in discussione all’Ars), quella che estende alle coppie di fatto l’applicazione di tutte le disposizioni «in materia di contribuzioni, agevolazioni e benefici» previsti per la famiglia. Una norma che «sarà ancora più scardinante», ammette Crocetta, che aggiunge: «La nostra Sicilia è una Regione moderna.Adesso siamo maturi per far arrivare in aula una norma sui registri delle unioni civili. Sarà il prossimo passo, li renderemo obbligatori».Ma il fronte delle associazioni tiene duro e annuncia battaglia per bloccare questa norma. Il Forum delle associazioni familiari ha scritto al Commissario dello Stato per segnalare che «la norma è incostituzionale e favorisce la formazione di coppie di fatto attingendo a quelle limitate risorse che servirebbero invece a promuovere la formazione della famiglia di rango costituzionale basata sul matrimonio». Nel documento diramato dal presidente regionale Francesco Bianchini, si legge: «La radicale equiparazione ipotizzata nell’articolo 39 si traduce in una palese discriminazione delle famiglie fondate sul matrimonio. Così, mentre la Regione assumerebbe obblighi verso le coppie di fatto, queste non assumerebbero verso la società gli obblighi propri del matrimonio civile». E rincara la dose anche il Forum Vita: significa che «non la famiglia va promossa, bensì qualunque aggregazione umana esistente e si incoraggiano le giovani coppie a vie "brevi" e disimpegnate, con tanti diritti e nessun dovere»