Attualità

Azione Cattolica. Europee, l'Ac: fermiamo il populismo

Gianni Cardinale lunedì 19 maggio 2014
«La posta in gioco è troppo importante per lasciare che i venti populisti e antieuropei abbiano la meglio». Per questo l’Azione Cattolica (Ac), «in vista del voto per il rinnovo del Parlamento europeo, invita i suoi aderenti e tutti i cittadini a partecipare in modo consapevole, informato e motivato, alle elezioni del 25 maggio». Lo afferma un articolato documento emanato dall’Ac dal titolo «Insieme in Europa. Rilanciare il "sogno" europeo per ridare speranza e futuro agli europei». «Il protagonismo democratico, che è uno dei diritti ma anche un dovere dei cittadini – spiega l’Ac –, è quanto mai necessario per rinnovare e rilanciare quel progetto politico comunitario che ha dato molto all’Europa nella seconda metà del XX secolo e ancora di più può dare all’Europa e al mondo del XXI secolo».E in questo quadro «alcune delle nuove frontiere che attendono un’Europa rinnovata nelle sue istituzioni, solidale, lungimirante perché orientata verso il futuro» sono, segnala Azione Cattolica, «l’occupazione, la promozione di un modello socio-economico sostenibile, la tutela della salute umana e dell’ambiente, una gestione equilibrata delle migrazioni, il nodo della sicurezza strettamente connesso con i diritti dei popoli (basti pensare a quanto accade in questo periodo in Ucraina, in Siria, sulla sponda meridionale del Mediterraneo...), la cooperazione con i Paesi poveri nei diversi continenti».L’Ac ribadisce di aver «storicamente condiviso il "sogno" europeo, facendo propri gli esempi di tanti laici politicamente impegnati, gli insegnamenti della Chiesa cattolica e il magistero dei Papi, rivolti all’edificazione di un’Europa della vita, dei valori, della pace, della giustizia sociale». E proprio alla luce di ciò «si ritrova pienamente nel recente documento» della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), «redatto per le imminenti consultazioni Ue». Citando questo documento l’Azione Cattolica sottolinea che «il messaggio cristiano è un messaggio di speranza» e che «il progetto europeo» è «ispirato da una visione nobile del genere umano». Così «singoli cittadini, comunità e anche Stati-nazione devono essere capaci di mettere da parte l’interesse particolare alla ricerca del bene comune». L’Ac ricorda poi che la Comece, «dopo aver richiamato tra i "pilastri" dell’edificio europeo i principi di sussidiarietà e di solidarietà, sottolinea con forza, anche in ragione di talune derive sociali, etiche e morali che si riscontrano a livello continentale», che «"è essenziale ricordare che tutte le aree delle politiche socio-economiche sono sorrette da una visione dell’uomo radicata in un profondo rispetto della dignità umana. La vita umana deve essere protetta dal momento del concepimento fino a quello della morte naturale. La famiglia, quale elemento costruttivo fondamentale della società, deve anch’essa godere della protezione di cui necessita"».