Attualità

INTERVISTA. Il presidente del Digitvi: «Entro due giorni tutto sistemato»

P.Cio. martedì 17 novembre 2009
«Ovviamente i giornalisti hanno bisogno di drammatizzare le situazioni per fare notizia, però la verità è che questo switch off a Roma è andato assolutamente secondo le aspettative»: Andrea Ambrogetti, presidente del Digitvi (l’associazione per la televisione digitale terrestre in Italia), ieri sera è tranquillo e anche soddisfatto.Dunque tutto bene o almeno senza sorprese?Tutto è stato fatto come si doveva fare e, ripeto, è andato secondo le attese. Adesso ci sono piccoli problemi legati soprattutto alla dimestichezza con una novità. Senza dimenticare che stiamo parlando di due milioni e trecentomila famiglie ed è quindi evidente che ci sia chi è meno avvezzo alla nuova tecnologia.Però, presidente Ambrogetti, problemi se ne stanno verificando.Tuttavia sono assolutamente nell’ordine fisiologico delle cose, specie in un passaggio di questa entità numerica.Quali sono?Il primo problema è la risintonizzazione dei programmi, bisogna cioè fare esattamente quell’operazione che tutti compiono quando comprano un televisore nuovo: è chiaro che se lo fanno insieme dieci persone non fa notizia, se lo fanno più di due milioni di famiglie può creare qualche problema. Va detto che quasi tutte le telefonate ricevute ieri dal call center del ministero hanno riguardato proprio queste situazioni. Credo che entro un paio di giorni sarà tutto risolto.Il secondo problema?È legato all’impianto di ricezione e/o l’antenna in cattive condizioni: quest’ultima può essere che sia lì da trent’anni o che un cavo si sia deteriorato, ma devo dire che l’operazione di anticipare il passaggio i due reti (Raidue e Rete4 dall’analogico al digitale, ndr) è servito proprio come test in questa logica.Presidente, perché non si è pensato a creare gruppi che aiutassero ad esempio le persone più anziane?Questi gruppi sono in piedi e li ha fatti la Regione, ma anche il comune ha messo in piedi delle assistenze attraverso i centri anziani. Ovviamente in una situazione complicata come quella di Roma, dove le dimensioni sono quelle che sono, inutile nascondersi che parliamo di situazioni limitate.Resta ancora aperta intanto la vecchia questione: il cinque per cento del Paese non avrà copertura digitale: come si risolve?Come lo si è risolto finora: chi non ha ricevuto la televisione via terra si è attrezzato per prenderla via satellite.Non si potevano allora pensare ad agevolazioni per chi è in questa situazione?Forse poteva essere logico. Ma non è detto che il prossimo anno non si pensi a qualcosa per quanto riguarda il Nord Italia e le zone montane dove il segnale potrebbe non arrivare.