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ELEZIONI. E il web la spunta sulle affissioni: manifesti elettorali in calo del 30%

giovedì 24 gennaio 2013
Dalla grande azienda grafica alla piccola, l'analisi è identica: "Rispetto alle ultime politiche rileviamo almeno il 30% in meno di ordini". Questa campagna elettorale potrebbe passare alle cronache politiche come la prima quasi "paper-free" della storia della Repubblica: le affissioni sono in calo di una percentuale variabile tra il 30 e il 40%, secondo le osservazioni dei vari operatori del settore, interpellati dall'agenzia di stampa Adnkronos. Il dato più rilevante è quello certificato da una delle maggiori società di pubblicità sia statica sia dinamica, la Igp Decaux, che ha visto passare il fatturato da 1,5 milioni delle precedenti elezioni a 1 mln di oggi."Il motivo di questo decremento -spiega Fabrizio du Chène, amministratore delegato dell'azienda- è dovuto al fatto che , essendo state confermate le elezioni tardi, il tempo consentito per fare comunicazione statica era inferiore. In Italia il settore è ancora disciplinato da una legge del '56, la 212, che preclude la possibilità di fare pubblicità fissa nei 30 giorni prima delle elezioni. E questa volta ha influito anche la fretta che tutti hanno notato: si è potuto lavorare solo su due 'quattordicine', la prima e la seconda di gennaio: non c'è stata la possibilità di partire prima con le affissioni, come è accaduto nelle altre occasioni".Negli altri paesi europei, sottolinea du Chène, il limite dei 30 giorni non c'è, "si può affiggere fino all'ultimo giorno. Secondo me non è un cambiamento di costume politico, ma di semplice mancanza di tempo". Il Pdl ha praticamente rinunciato alla stampa dei 6x3, come ricorda Antonio Palmieri, responsabile internet: "Noi puntiamo a recuperare i nostri elettori scontenti e il miglior modo per riconquistarli è attraverso tv e Internet, perchè sono due mezzi di comunicazione che consentono di argomentare; e poi siamo in inverno, fa buio presto e c'è maltempo: la gente non si guarda attorno, sta più tempo in casa davanti alla tv e su Internet". Ma il calo è confermato anche in casa Pd, che rimane anche sul tradizionale ma comunque tagliando: "Questa volta abbiamo scelto un forte ridimensionamento -dice Antonio Misiani, tesoriere dei Democratici- del 30% inferiore. Abbiamo fortemente contenuto e riorientato la comunicazione, scegliendo la linea del 'meno manifesti e più web'. Sul budget alle affissioni abbiamo assegnato solo 2 milioni".