Attualità

Rifiuti. Milano eccezione virtuosa, con differenziata e termovalorizzatori

Davide Re mercoledì 10 ottobre 2018

Raccolta differenziata dei rifiuti in un condominio di Milano (Fotogramma)

A Milano l’ultima volta che si è parlato di "emergenza rifiuti" era il 1995, durante l’amministrazione leghista del sindaco Marco Formentini. E il tutto avvenne per il blocco della discarica di Cerro Maggiore (nel Milanese), un’annosa questione poi risolta dall’allora governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Una crisi che in poche settimane riversò nelle strade di Milano più di ventimila tonnellate di rifiuti. Da allora nel capoluogo lombardo, ormai una delle capitali europee più visitate per affari e turismo, la frase "emergenza rifiuti" non ha praticamente più un significato. Anzi, Milano è diventata addirittura un modello nel mondo, ad esempio, per la raccolta differenziata. Un processo di riciclaggio, quello ambrosiano, studiato recentemente anche dall’amministrazione di New York guidata dal primo cittadino Bill de Blasio. Un merito va anche al senso civico dei milanesi che in tutti i modi cercano di rispettare le regole del decoro e del vivere insieme.

Attualmente Amsa, società del Gruppo A2a (azienda controllata da Comune di Milano e Comune di Brescia), serve il capoluogo lombardo e 14 Comuni dell’area metropolitana. Nel 2017 ha raccolto oltre 670mila tonnellate di rifiuti, circa 2.200 al giorno. Di queste 362.331 tonnellate (pari al 59,6% del totale) sono state avviate a recupero di materia, attraverso appunto la raccolta differenziata. In particolare, con la differenziata nel 2017 sono state smaltite 77.900 tonnellate di carta e cartone, 44.615 tonnellate di plastica e metalli, 65.501 di vetro, 141.281 tonnellate di organico e infine altre 33.034 tonnellate di "frazioni differenziate". La parte non differenziabile prodotta, i cosiddetti rifiuti indifferenziati, viene conferita all’impianto di termovalorizzazione Silla 2 di A2a Ambiente, localizzato nella zona nordovest della città, nei pressi del quartiere Figino. Il termovalorizzatore (ogni provincia lombarda ne ha uno) è in grado di trattare oltre 500mila tonnellate all’anno di rifiuti, cogenerando energia elettrica e calore per il teleriscaldamento. L’impianto infatti genera calore sufficiente a riscaldare oltre 30mila famiglie producendo acqua calda che viene convogliata in pressione, attraverso tubature sotterranee, alle abitazioni. L’energia elettrica prodotta invece dall’impianto può far fronte al consumo energetico annuo di circa 130mila famiglie. Il "modello A2a" per Milano in pratica si basa sulla gestione integrata dell’intera catena dei rifiuti, dalla raccolta al trattamento, dal recupero di materia alla produzione di energia.

Amsa può vantare anche altri numeri: l’azienda infatti tiene pulita un’area di 300 chilometri e serve oltre 2 milioni e 400mila persone: un milione e 300mila abitanti e 800mila city users nella città di Milano, e circa 320mila residenti nei Comuni dell’area metropolitana milanese serviti dall’azienda. L’Azienda conta più di 3mila dipendenti ed ha una flotta di oltre 1.300 automezzi, il 28% dei quali alimentati a metano ed oltre il 50% con motorizzazione a norma Euro 5 ed Euro 6.

Essendo per sua natura pubblica, l’azienda deve in qualche modo rispondere anche alle indicazioni del suo azionista, il Comune di Milano, che sulla pulizia della città insiste da sempre e quindi sono diverse le soluzioni che negli anni sono state introdotte per migliore la situazione. Per esempio, sono state create le 'reciclerie' dove i cittadini possono portare i rifiuti che abitualmente non riesco a smaltire a livello domestico, come per esempio i mobili o gli elettrodomestici guasti. Il servizio è offerto anche a domicilio. Infine, il Gruppo A2a sta investendo nell’innovazione tecnologica dei propri servizi: è partito il posizionamento da parte di Amsa dei primi cestini intelligenti (8.000 entro la fine del 2018), sviluppati con Cefriel - Politecnico di Milano. Gli smart bins sono una soluzione tecnologica che ha il fine di monitorare con continuità lo stato di riempimento dei contenitori dislocati sul territorio.