Attualità

L'iniziativa. La marcia degli uomini scalzi

Alessandro Beltrami giovedì 10 settembre 2015
È nata nel mondo del cinema e della cultura la Marcia degli uomini scalzi ed è subito dilagata. Domani pomeriggio saranno sessantuno le città italiane (ma drappelli si muoveranno anche a Parigi e a Lipsia) dove migliaia di persone cammineranno per i diritti dei profughi e dei migranti. Capofila è Venezia, dove al Lido in centinaia da piazza Santa Maria Elisabetta si dirigeranno verso il red carpet della Mostra del Cinema. Sfilando a piedi nudi. «Non so bene cosa ci aspettassimo quando abbiamo lanciato l’iniziativa, che oramai è diventata nazionale – ha sottolineato l’ideatore dell’iniziativa Andrea Segre, regista di diversi film sul tema dell’immigrazione come Io sono Lì e Mare chiuso – Di certo abbiamo capito che nel paese c’era un’urgenza e l’abbiamo catalizzata attraverso una simbologia chiara, quella della marcia degli scalzi. Poi l’attualità è entrata con la sua forza, abbiamo visto tutti le immagini dei profughi marciare da Budapest a Vienna. E questo ha fatto sì che molti cittadini sentissero ancor più forte il bisogno di prendere la voce rispetto a quanto sta accadendo in Italia e in Europa».Le adesioni alla Marcia sono lievitate quasi a vista d’occhio. A ieri sera avevano aderito oltre millecinquecento artisti e personalità del mondo della cultura, dai registi Ettore Scola e Marco Bellocchio agli attori Elio Germano, Valerio Mastrandrea, Toni Servillo e Jasmine Trinca, allo scrittore Roberto Saviano, ma tra i firmatari ci sono anche don Vinicio Albanesi, Lucia Annunziata e Fiorella Mannoia. Hanno apposto la propria sigla anche 300 associazioni come Amnesty International, Medici senza Frontiere, Acli e Arci oltre che parlamentari e sindacalisti. Lo scopo è chiedere corridoi umanitari sicuri, un’accoglienza degna, lo smantellamento dei luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti e un sistema unico di asilo in Europa.«Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi – si legge nel manifesto dell’iniziativa –. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. È difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo. Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno».«L’intuizione di organizzare una marcia a piedi nudi – ha detto ieri durante la presentazione dell’iniziativa alla Camera dei Deputati don Armando Zappolini, presidente del Cnca –  per comunicare la nostra solidarietà alle donne e agli uomini che fuggono dalla guerra e dalla violenza, e che stanno approdando nel nostro continente, ha provocato una reazione così importante e partecipata che ci fa capire che la società civile esiste e resiste a dispetto della povertà del dibattito politico e mediatico di cui siamo stati spettatori durante questa lunga estate. E questo è un dato positivo. Marceremo scalzi, con forza e anche con rabbia per denunciare quello che sta accadendo».La camminata di domani è sostenuta anche dal presidente della Camera Laura Boldrini: «Dobbiamo prendere atto che c’è un’Italia che c’è ma non si vede, che vuole dire la propria e vuole incoraggiare chi deve prendere le decisioni a prenderle in una certa direzione».