Attualità

Domande e risposte. LE NORME

giovedì 20 gennaio 2011
Quando è possibile intercettare un parlamentare?L’articolo 68 della Costituzione, stabilisce che «senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale». Analoga autorizzazione «è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza».In quali casi i magistrati possono "captare" il parlamentare anche senza l’autorizzazione delle Camere?Se l’utenza intercettata è quella di una persona terza che "fortuitamente" viene in contatto con un parlamentare. L’autorità giudiziaria, infatti, non deve ottenere dalla Camera l’autorizzazione quando intende utilizzare solo nei confronti dei terzi le intercettazioni (telefoniche o ambientali) nelle quali figura anche un membro del parlamento. Se invece le intercettazioni si vogliono utilizzare sia nei confronti dei terzi sia del parlamentare, il "no" all’autorizzazione «non comporterà l’obbligo di distruggere la documentazione delle intercettazioni, la quale rimarrà utilizzabile limitatamente ai terzi». Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 390 del 2007. Secondo la Consulta sarebbe irragionevole «il fatto che per neutralizzare gli effetti della diffusione delle conversazioni del parlamentare casualmente intercettate», venga delineato un meccanismo «integralmente e irrimediabilmente demolitorio, omettendo qualsiasi apprezzamento della posizione dei terzi (anche a loro difesa, ndr), anch’essi coinvolti in quelle conversazioni». È possibile aggirare la norma indagando su "terzi", volendo in realtà colpire il parlamentare?«Quello che conta – scrive la Corte costituzionale – non è la "titolarita" o la "disponibilita" della utenza captata, ma la direzione dell’indagine. Se quest’ultima è volta ad accedere nella sfera delle comunicazioni del parlamentare, l’intercettazione non autorizzata è illegittima». Se invece la "responsabilità penale" del parlamentare emergesse solo nel proseguio dell’indagine, allora le intercettazioni "fortuite", dunque da utenze di terzi, possono entrare a far parte del processo.