Attualità

Intervista. Dellai (Pi): priorità famiglia

Vincenzo R.Spagnolo sabato 15 febbraio 2014
​«Se voteremo la fiducia ad un eventuale governo Renzi? Lo auspichiamo, ma anzitutto dovremo capire quale sarà la sua natura, il perimetro della maggioranza e il programma. Prima, però, vorrei rivolgere un pensiero al capo dello Stato: nelle ultime settimane, si è concentrato contro la sua figura un insieme mai visto di attacchi, insinuazioni, tentativi di delegittimazione di persone, partiti, gruppi editoriali, che ci hanno fortemente turbati». Il capogruppo alla Camera dei Popolari Per l’Italia, Lorenzo Dellai, agita il mozzicone di sigaro nell’aria e sceglie con cura le parole. La brusca modalità che ha portato alle dimissioni del governo non lo convince: «In politica nulla avviene per caso».Ritiene che i due eventi siano collegati?Esiste una coincidenza per me non casuale fra quel processo di delegittimazione del Colle e la crisi del governo Letta.Pensa a un complotto?Non dico questo. Ma non c’è dubbio che da un certo momento tutto ciò che il governo Letta faceva veniva bollato come negativo e il Capo dello Stato era raffigurato come un cospiratore contro le libere istituzioni, diffondendo l’idea che servisse una fase nuova. Registro questi fatti con preoccupazione e, oltre a ringraziare il premier Letta per il suo lavoro, esprimo solidarietà al capo dello Stato, che non meritava questo alla fine di un percorso politico generosissimo. Ora si apre una fase con molte incognite...Torniamo al governo in fieri. Cosa farete?Ne abbiamo appena discusso con l’Ncd di Alfano. Per noi di Pi valgono i tre punti di cui sopra: natura, composizione e programma. Crediamo che debba essere ancora un governo di «servizio» e non di «schieramento», composto da forze diverse ma responsabili per fare le riforme e non da un "monocolore allargato". Perciò, ad esempio, visto che il segretario Renzi dice di voler contare sull’attuale maggioranza, non capiamo le vagheggiate aperture a Sel.E sul programma?Come diremo al capo dello Stato, serve una discussione approfondita. La cancelliera Merkel sollecita l’Italia a darsi presto un governo, ma In Germania ci hanno messo 55 giorni a trovare un accordo per la Große Koalition. Non possiamo permettercene altrettanti, ma sul programma non accettiamo superficialità, né un collage di annunci e slogan.Su quali punti insisterete?Si parta da «Impegno Italia», che il Pd ha accolto come base di discussione. Contiene punti per noi prioritari: il primo riguarda politiche concrete per le famiglie, con sgravi fiscali progressivi rispetto al numero di figli e servizi. Chiediamo la revisione dell’Isee appena adottato e un dicastero per la Famiglia. Sulle unioni civili, non siamo contrari a regolarne i diritti purché non lo si faccia in base agli articoli della Costituzione che parlano della famiglia.E sulla composizione del governo? Chiederete "poltrone"?Non è un ragionamento che ci appartiene. In generale però dico che l’ansia di tagliare sul numero di ministri potrebbe essere controproducente. Non vorrei che si finisca per non presidiare dicasteri importanti, lasciandoli in mano alle alte burocrazie, che non sempre fanno gli interessi del Paese...