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IL VOTO SU BERLUSCONI. Decadenza, un mese per il verdetto poi voto in aula

Vincenzo R. Spagnolo lunedì 9 settembre 2013
Dopo quaranta giorni di attesa, fibrillazione istituzionale e polemiche al calor bianco, l’attesa sta per finire. Lunedì pomeriggio, l’attenzione del mondo politico e quella dell’opinione pubblica saranno focalizzate sul Senato, dove prenderà il via la prima riunione della Giunta per le elezioni e le immunità per discutere sulla decadenza del senatore Silvio Berlusconi, colpito a fine luglio dalla condanna della Cassazione a quattro anni (3 già "indultati") per frode fiscale nel processo Mediaset-diritti tv e pertanto rientrante nei soggetti passibili di decadenza e incandidabilità, secondo la legge Severino del 2012. Ma come funzionano le procedure parlamentari e quale potrebbe essere il percorso? Vediamo.COSA POTREBBE AVVENIRE LUNEDI'?La Giunta è convocata «in plenaria» lunedì alle 15. Ordine del giorno: «Verifica delle elezioni della regione Molise - relatore alla Giunta Augello» (formalmente Berlusconi risulta eletto in Molise). I commissari ascolteranno le valutazioni di Andrea Augello (Pdl), relatore del dossier (almeno 25-30 cartelle). L’illustrazione potrebbe durare almeno un’ora, ma il relatore potrebbe anche sollevare la «procedura di contestazione», chiedendo di aprire il "processo". Al termine, spiega Benedetto Della Vedova di Scelta civica (uno dei segretari insieme a Isabella De Monte del Pd), «ci sarà spazio per qualche rapido intervento immediato e poi verrà riunito l’ufficio di Presidenza per stabilire il calendario dei prossimi appuntamenti».COM’È COMPOSTA LA GIUNTA?I componenti sono in numero dispari: 23. Il presidente è Dario Stefano (Sel), i vicepresidenti Stefania Pezzopane (Pd) e Giacomo Caliendo (Pdl). Sulla carta, in vista di un voto, la preponderanza del centrosinistra è evidente: 10 senatori del Pd, 4 del M5S, 1 di Sel e 1 di Scelta Civica, per un totale di 16. Il centrodestra annovera 4 senatori del Pdl, 1 di Gal e 1 della Lega. Totale: 6. Fuori dagli schemi è il socialista Enrico Buemi.QUANTO POTREBBE DURARE L’ITER?Ai commissari toccano almeno 20 minuti per il proprio intervento, più un’ora per ogni gruppo: totale, 860 minuti. Fra i commissari, c’è chi pronostica che la procedura si concluderà «ragionevolmente almeno entro un mese». Lunedì il relatore Augello presenterà le sue proposte, sia sull’incandidabilità dell’ex premier, e quindi sulla sua decadenza, sia sulla questione della ineleggibilità. Quindi la Giunta fisserà la data della discussione in seduta pubblica, nella quale i commissari potranno esprimere le proprie valutazioni. Poi potrebbe essere accordato un termine, forse 5 giorni, per presentare memorie e controdeduzioni. Quindi i commissari si riuniranno in Camera di Consiglio e avranno 48 ore di tempo per decidere. Ma il passaggio in Commissione è solo il primo tempo della partita: il secondo, spiega ancora Della Vedova, «avverrà in Aula, dove la proposta dovrà essere messa al voto», che potrà anche essere segreto, se richiesto da almeno 20 senatori.BERLUSCONI PUÒ ESSERE AUDITO?Non è escluso che possa essere audito, anche su propria richiesta. Del resto, il leader del Pdl ha già presentato una corposa "memoria" difensiva (33 pagine), allegando i pareri di sei giuristi di rango, costituzionalisti e penalisti, che sollevano dubbi di costituzionalità sulla legge Severino. E da ieri ha inoltrato alla Giunta anche copia del suo ricorso alla Corte di Strasburgo, nel quale si ritiene ingiusta l’applicazione «retroattiva» della decadenza, in base all’articolo 7 della convenzione europea dei diritti dell’Uomo («Nulla poena sine lege»).SI POTREBBERO SOSPENDERE I LAVORI?C’è chi sostiene che la Giunta possa decidere di "rallentare" i lavori in caso di alcune eventualità. La prima ipotesi è l’eventuale bocciatura della relazione, che prevede l’avvicendamento del relatore con un altro scelto nella maggioranza che ha votato contro. Ma tale avvicendamento, spiega un commissario, «verrebbe deciso rapidamente». Altra ipotesi è quella secondo cui la Giunta possa fermarsi in attesa del responso sul ricorso dei legali del Cavaliere alla Corte europea o perfino nel caso di una sua richiesta di «revisione» del processo penale. Ma il processo di Strasburgo comporterà tempi lunghi e il presidente Stefano ritiene che il ricorso «non incida sulle procedure, essendo un evento esogeno».SI PUÒ SOSTITUIRE I COMMISSARI?Nei giorni scorsi il capogruppo del Pdl Schifani aveva invocato la "sostituzione" in corsa di qualche commissario, reo di aver anticipato le proprie opinioni. Ma il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha precisato di «avere il potere di rinnovare i componenti della Giunta per le elezioni solo in determinati casi, disciplinati dall’Art. 19 del regolamento del Senato, tra i quali certamente non rientra l’espressione di opinioni sulle questioni sottoposte alla valutazione della Giunta».LA GIUNTA PUÒ ADIRE LA CONSULTA?Secondo i giuristi interpellati dal Cavaliere, la Giunta sarebbe titolata a sollevare dubbi di costituzionalità davanti alla Consulta. Ma nei giorni scorsi il presidente Stefano ha escluso, nel caso in esame, tale possibilità.