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POLITICA. Ddl del Pd: ai movimenti niente finanziamenti né rimborsi. «Ma non è anti-Cinque stelle»

lunedì 20 maggio 2013
"I partiti politici sono qualificati come associazioni riconosciute dotate di personalità giuridica". È il principio-cardine di un ddl presentato al Senato dal Pd (prima firmataria Anna Finocchiaro, insieme al presidente del gruppo Luigi Zanda), finalizzato a introdurre una disciplina organica dei partiti politici, in attuazione dell'articolo 49 della Costituzione e - tra l'altro - stabilisce l'obbligo a partiti e movimenti di depositare lo statuto (corredato di alcuni precisi requisiti) per accedere ai rimborsi elettorali.
"La partecipazione dei cittadini, attraverso i partiti, alla determinazione della politica nazionale - è puntualizzato nella relazione del ddl - deve svolgersi pertanto nell'ambito delle previsioni e con quei limiti che sono previsti dalle leggi dello Stato. Si ritiene quindi che una disciplina pubblica dei partiti politici sia ormai ineludibile".
Di conseguenza, "si ritiene che una legge sui partiti debba stabilire i contenuti minimi dello statuto, alcuni princìpi generali, ai quali dovranno attenersi tutti i partiti che intendono concorrere alla determinazione della vita politica, pena la perdita dei rimborsi per le spese elettorali o di ogni ulteriore eventuale forma di finanziamento pubblico. Questo non impedirà a una semplice associazione o movimento di fare politica, ma il mancato acquisto della personalità giuridica precluderà l'accesso al finanziamento pubblico e la partecipazione alle competizioni elettorali". Le reazioni a questo ddl sono state immediate: molti vi hanno visto una volontà anti-movimenti e dunque anti Cinque Stelle, tanto che Anna Finocchiaro ha tenuto a chiarire che esso non è in funzione anti-M5S, ma che si tratta di una proposta del Partito democratico presentata già nella XVI legislatura. "La proposta di attuazione dell'articolo 49 della Costituzione non è, malauguratamente per chi ne scrive e per chi vi trova elemento di polemica, una succulenta notizia che rivelerebbe l'avversione del Pd per il Movimento 5 stelle", ha dichiarato la senatrice del Pd."Il MoVimento 5 Stelle non è un partito, non intende diventarlo e non può essere costretto a farlo. Se la legge anti MoVimento di Finocchiaro e Zanda del pdmenoelle sarà approvata in Parlamento il M5S non sipresenterà alle prossime elezioni". Lo ha scritto beppe Grillo sul suo blog in merito al ddl Finocchiaro-Zanda sui partiti.