Attualità

Ucraina. Da No-vax a pro-Putin, sul web anche voci di cattolici diventati "anti-tutto"

Francesco Ognibene martedì 1 marzo 2022

Che nell’opinione pubblica ci sia chi giustifica Vladimir Putin per l’invasione dell’Ucraina non dovrebbe sdegnare quanti la pensano all’opposto. Una società aperta, nella quale chiedono cittadinanza opinioni plurali, deve sapersi confrontare col dissenso, quand’è argomentato e rispettoso della dignità umana (incluse le vittime di una guerra, s’intende). È anche vero che forse sinora ha prevalso lo sgomento per un’azione militare che si pensava improbabile e che lo stesso leader del Cremlino negava di voler intraprendere, ed è quindi ancora difficile cogliere il vero stato d’animo dei russi.

Ma in questi giorni il volto orrendo della guerra sembra ignorato da chi fa prevalere sulla cruda evidenza dei fatti il giudizio comprensivo – quando non assolutorio – sulle ragioni di Putin nello sferrare l’attacco enumerando i torti dell’Occidente che avrebbero indotto il presidente russo a disporre l’attacco militare. A questo si aggiunge la dettagliata lista delle malefatte europee e americane sui diversi scenari di crisi del pianeta, presenti e passati, dai Balcani alla Siria, dall’Afghanistan alla Libia, tutti errori (e orrori) sui quali i media avrebbero sorvolato mentre con l’invasione russa starebbero esagerando. Colpisce però soprattutto constatare che le voci sulle reti social a supporto delle 'buone ragioni' dell’attacco russo spesso sono le medesime che per mesi hanno militato attivamente contro vaccini e Green pass con una rumorosità tale da far credere che fossero una componente rilevante della popolazione italiana. Ora nelle discussioni dell’infosfera digitale i 'No Vax' sembrano aver preso le parti di Putin con uno zelo che li rende impermeabili ai fatti tanto quanto lo erano all’evidenza dei numeri su contagi e morti, certi com’erano che fossero manipolati.

E la stessa significativa componente di credenti nella compagine anti-vaccini la si ritrova ora nel nuovo flusso di opinioni social sulla crisi ucraina, allineata con battagliero zelo sulle posizioni a supporto di Putin, già ritenuto custode di valori eterni e che oggi reagirebbe alle scelleratezze dell’Occidente corrotto e anti-cristiano. Se il pluralismo è un dato ovvio anche tra i cattolici, non può passare inosservata l’accettazione della violenza bellica come metodo per far valere le proprie ragioni, e proprio da parte di chi spesso si batte anche contro aborto ed eutanasia, evocando pure argomenti religiosi.

Dove sono stati persi i contatti con questa componente della cattolicità italiana che ormai si percepisce in rotta di collisione permanente con la società, la cultura, la politica, l’informazione, gli altri cattolici e persino la Chiesa e il Papa, tutti ritenuti asserviti a 'poteri forti', complotti e teorie diaboliche? È attiva già da tempo una galassia di contestazione – condivisibile – delle ideologie iper-libertarie su vita e famiglia, che tuttavia negli anni è andata ampliando la sua opposizione sempre più frontale sino a contestare ciò che è ritenuto 'mainstream' – secondo una definizione ricorrente –, cioè l’opinione prevalente nella società, finendo per isolarsi su un Aventino dal quale tuona senza sosta contro tutto quello che gli sembra partorito da vere o ipotetiche centrali di pensiero anticristiano. In questa visione il mondo diventa un nemico mortale e irriducibile. Finché ci si trova a difendere la sporca guerra di Putin.