Attualità

Consulta anti-usura. Crisi e mafie, famiglie sotto tiro

Antonio Rubino martedì 3 marzo 2015
«Milioni di persone costrette a vivere sulla soglia o sotto la soglia di povertà, e a rischio usura anche perché hanno perso il posto di lavoro, sono seriamente sotto schiaffo della criminalità organizzata». A venti anni dalla istituzione della Fondazione antiusura 'San Nicola e Santi Medici', don Alberto D’Urso, il suo presidente, non ha perso la voglia di lottare. Il 'compleanno' della fondazione barese è stato festeggiato ieri a Bari con la messa presieduta dall’arcivescovo di Bari-Bitonto, Francesco Cacucci (la lotta contro l’usura può sembrare impari però «soprattutto in questi momenti non deve mai venir meno la fiducia che Dio sa», ha detto durante l’omelia) e un convegno.  «Il mondo politico - ha aggiunto D’Urso - continua a chiudere gli occhi; noi continueremo a sensibilizzare la gente perché la pubblicità ingannevole non orienti le persone verso la fortuna ma perché alle persone venga dato il lavoro. Siamo completamente delusi da questo punto di vista. Davanti alla crisi economica aumentano sale gioco e ’compro oro’. Abbiamo gettato un seme di speranza e solidarietà, si fa di tutto perché questo seme non produca i suoi frutti». Oltre cinquemila ascolti effettuati; circa mille interventi tra finanziamenti, sovvenzioni e beneficenze; oltre 48 milioni di euro erogati tra fondi propri e statali: sono i numeri di questi anni di impegno della Fondazione, a cui sono giunti gli auguri di Papa Francesco. Il quale auspica che «si lotti con tutte le forze per sconfiggere questa diffusa piaga sociale che genera continui fallimenti» economici, familiari ed esistenziali, nella certezza «della sicura vittoria del bene sul male». Le questioni dell’indebitamento e del deficit - dello stato, delle imprese e delle famiglie - presentano «forti analogie e interdipendenze», ha detto il sociologo Maurizio Fiasco, intervenuto al convegno. Dopo l’approvazione della legge n.3 del 2012, che prevede la composizione delle crisi da sovraindebitamento per i cosiddetti soggetti non fallibili, «l’uso della normativa è assai raro», ha aggiunto. Tuttavia «i principi e le aperture» della legge «non vanno lasciati cadere nel vuoto». Per Fiasco, crisi fiscale dello Stato, bilancio in passivo delle imprese, sovraindebitamento delle famiglie «non sono fronteggiate dalla ricorrente enfatizzazione verbale delle misure né, tantomeno, dalla mal riposta speranza che meccanismi automatici attivino la mano invisibile del risultato». Riguardo la legge 108 del 1996 sull’usura, Fiasco ha evidenziato la necessità che il fondo di solidarietà, oggi riservato alle sole imprese, "sia esteso alla famiglie".