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POLITICA. Berlusconi: voto di fiducia dopo la Finanziaria Anche il Quirinale soddisfatto

sabato 13 novembre 2010
LA LETTERA DEL PREMIER. Silvio Berlusconi in una lettera inviata ai presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, preannuncia la volontà di fare comunicazioni al parlamento subito dopo l'approvazione della legge finanziaria. "Su tali comunicazioni - si legge nella lettera del premier - il governo ha intenzione di verificare il permanere del rapporto di fiducia da parte del Senato e, immediatamente dopo, da parte della Camera dei deputati". "La richiesta che avanzo - aggiunge il Presidente del Consiglio - tiene naturalmente conto del fatto che le mie ultime comunicazioni sulla situazione politica - con relativa richiesta del voto di fiducia - vennero da me rese in data 29 settembre prima presso la Camera dei deputati e quindi, il giorno successivo, presso il Senato della Repubblica".E' stata una giornata di consultazioni per il premier, che ha ricevuto a Palazzo Grazioli il sottosegretario Gianni Letta e il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. All'incontro erano presenti anche il sottosegretario Paolo Bonaiuti e il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. Intanto, parlando delle dimissioni che lunedì presenteranno i ministri che hanno aderito a Futuro e Libertà, Roberto Maroni,spiega che "lunedì avremo l'incontro con il presidente del Consiglio e vedremo cosa succederà".QUIRINALE SODDISFATTO. In serata Il Quirinale ha ricordato che l'approvazione della Finanziaria fu considerata una priorità anche  "nelle vicende di fine anno 1994". Il riferimento è alla crisi del primo governo Berlusconi, che fu formalizzata dopo il sì alla Finanziaria e  che portò alla nascita del governo Dini (il governo del "ribaltone" sostenuto dalla lega Nord). LA NOTA DI PAOLO BUONAIUTI. "Il Presidente del Consiglio è rientrato dal vertice G20 di Seoul con le idee ben chiare sul percorso politico che ci attende, ma si astiene dall'esprimere giudizi sulla situazione per un motivo molto semplice: quello di tutelare la stabilità dell'Italia di fronte ai rischi connessi alle nuove turbolenze sui mercati internazionali. Quando Camera e Senato nei prossimi giorni avranno definito i tempi per l'approvazione della legge Finanziaria, sono certo che il Presidente Berlusconi farà conoscere con chiarezza agli italiani le sue valutazioni e le sue decisioni". È quanto si legge in una nota del portavoce di Silvio Berlusconi. LE OPPOSIZIONI. "Il Paese non può presentarsi nei mercati senza la legge di stabilità, anche se noi non la condividiamo. Per questo chiederemo che la mozione di sfiducia al governo che abbiamo presentato vada in aula immediatamente dopo l'approvazione della legge di stabilità". Lo ha annunciato il capogruppo del Pd Dario Franceschini. "Una mozione di sfiducia ci sarà", dice dal canto suo il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, rispondendo ai giornalisti che gli chiedono se anche l'Udc presenterà una mozione di sfiducia nei confronti del Governo "prima però - ha aggiunto - bisogna approvare la legge Finanziaria".IL PRESIDENTE DEL SENATO. "L'importante adesso è fare in modo che il Parlamento si pronunci definitivamente sulla legge di stabilità finanziaria e di bilancio dello Stato, subito dopo andranno avanti eventualmente le mozioni": lo ha detto il Presidente del Senato, Renato Schifani. "In questo momento - ha detto Schifani, a Cuneo, a margine di una celebrazione per i 150 anni della Provincia - ritengo che tutte le forze politiche debbano prestare la massima attenzione al voto finale su una legge che è vitale per l'economia del Paese e per l'interesse di tutti gli italiani. Poi la politica farà il suo percorso: non mi innamoro - ha concluso - delle rincorse tra Camera e Senato".