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LA SENTENZA. Crac Parmalat, 10 anni a Tanzi

da Milano Nello Scavo venerdì 19 dicembre 2008
Il regista del disastro è Calisto Tanzi, colpevole di aggiotaggio e ostacolo agli organismi di vigilanza. Gli altri coimputati sono solo comprimari. Per questo il tribunale di Milano ha condannato a dieci anni di reclusione l'ex patron di Parmalat addossando agli altri otto imputati responsabilità quasi marginali. I giudici hanno poi condannato la società di revisione Italaudit (ex Grant Thornton) a una sanzione di 240 mila euro disponendo la confisca di oltre 455 mila euro. Le persone assolte a vario titolo, o per prescrizione o perché il fatto non sussiste o perché non è previsto dalla legge come reato, sono tre ex funzionari di Bank of America, Luca Sala, Luis Moncada e Antonio Luzi, i tre ex consiglieri indipendenti Paolo Sciumè, Luciano Silingardi ed Enrico Barachini, e infine Giovanni Bonici, ex responsabile di Parmalat Venezuela. Pene che vanno dai cinque mesi e 10 giorni ai due mesi sono state comminate a otto persone fisiche, tra le quali la nipote di Calisto Tanzi, Paola Visconti, che avevano fatto richiesta di patteggiamento. Così come avevano patteggiato anche Deloitte & Touche e Dianthus, che nel corso degli anni avevano già risarcito 34 mila parti civili, su un totale di 40 mila, per 33 milioni di euro. Alla fine del 2003 il gruppo di Collecchio era crollato sotto il peso di un buco da oltre 14 miliardi di euro, trascinando nel baratro oltre 100mila risparmiatori che avevano sottoscritto obbligazioni vendute come a basso rischio. La difesa di Tanzi aveva puntato il dito contro le banche respingendo il teorema che vede nel principale imputato «l'ideatore della grande truffa». Il tribunale ha respinto questa tesi, secondo cui i colpevoli della truffa ai risparmiatori erano Chase Manhattan Bank, divenuta successivamente JP Morgan Chase, e Bank of America. I pm di Milano Eugenio Fusco, Francesco Greco e Carlo Nocerino avevano chiesto 13 anni di reclusione per Calisto Tanzi e pene fra tre anni e sei mesi per gli altri. Soddisfatto il procuratore aggiunto Francesco Greco, secondo cui «l'impianto dell'inchiesta rimane confermato». E in effetti su 29 imputati «almeno una ventina, tra patteggiamenti e abbreviati, sono stati condannati». Quanto all'assoluzione dei tre ex funzionari di Bank of America, Greco osserva che nei loro confronti «è stata riconosciuta la prescrizione». Al contrario Bank of America con una nota ha espresso la propria soddisfazione «per la decisione del tribunale di prosciogliere i suoi ex dipendenti dall'accusa di aggiotaggio. Dopo oltre quattro anni di processo è emerso chiaramente che la frode è stata perpetrata solo dai dipendenti di Parmalat». La notizia non conforterà i risparmiatori aggirati dal sistema Tanzi, i quali invece sostengono che le banche erano a conoscenza delle mosse dei vertici aziendali e che nonostante questo hanno venduto obbligazioni avvelenate. Un aspetto questo che sarà però approfondito nel corso del troncone processuale che si sta celebrando a Parma.