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Covid. La stretta del governo: mascherina sempre, super green pass al bar, stop feste

Marco Iasevoli giovedì 23 dicembre 2021

Conferenza stampa, al termine del Consiglio dei ministri, sulle nuove norme per contenimento della pandemia Covid 19 nella foto, da sinistra, Franco Locatelli, il minsitro Roberto Speranza e Silvio Brusaferro

Un decreto d’attesa, meno duro rispetto a quanto si poteva pensare dopo la conferenza stampa di martedì di Mario Draghi. Non c’è, se non per l’accesso alle Residenze per anziani, l’obbligo del tampone per chi ha due dosi. E viene messa da parte, momentaneamente, l’ipotesi dell’obbligo vaccinale per la Pubblica amministrazione, cui si oppongono i ministri della Lega ma per il quale, alla fine, lo stesso premier alza il piede dall’acceleratore.

D’impatto, rispetto alle previsioni, restano due nuovi vincoli.

Il primo, l’esibizione da oggi e sino alla fine dello stato d’emergenza del Green pass "rafforzato" (vaccino o guarigione) non solo per il servizio al tavolo, ma anche per la ristorazione al banco, insomma per il caffè al bar.

Il secondo, la chiusura sino al 31 gennaio delle discoteche, dopo un pomeriggio passato ad ipotizzare accessi più selettivi con terza dose o vaccino più test. È prevalsa la linea dura. Ribolle già il settore: «Governo delittuoso, siamo distrutti», dicono gli esercenti. Nei prossimi giorni il governo sarà impegnato a trovare forme di ristoro. Per il resto, dalle mascherine all’aperto alla Ffp2, sino all’estensione del Pass rafforzato ad altre attività economiche, tutto secondo le previsioni.

Inoltre, fino al 31 gennaio, niente feste o iniziative all'aperto che comportino assembramenti.

Come spiega il ministro della Salute Roberto Speranza in conferenza stampa dopo il Cdm, «il governo ha alzato il livello di precauzioni» e ha voluto invitare i cittadini alla prudenza. Al suo fianco, davanti ai cronisti, il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico Franco Locatelli e il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro.

I due scienziati offrono gli stessi elementi a supporto delle scelte politiche: Omicron contagia cinque volte più di Delta, sarà prevalente nel giro di poche settimane ma è contrastabile con il richiamo. Perciò, stringi stringi, le decisioni sostanziali sono due: a partire dal primo febbraio il Green pass durerà 6 mesi, e quindi tra poco più di un mese chi è riluttante sulla terza dose dovrà sciogliere la riserva altrimenti entrerà in un regime a "socialità limitata"; entro oggi, invece, arriverà l’autorizzazione dell’Aifa ad anticipare il richiamo da cinque a quattro mesi dalla seconda dose, e per tutte le fasce d’età, anche gli under 18. Un’accelerazione perché alzare il livello di protezione nel prossimo mese potrebbe evitare restrizioni e chiusure dolorose, che ora nessuno sente più di escludere con assoluta sicurezza.

Per quanto riguarda le mascherine, sarà obbligatorio indossarle ovunque, anche in zona bianca, sino alla fine dello stato d’emergenza. Le Ffp2, che proteggono di più sia chi le indossa sia le persone vicine, saranno obbligatorie - recita il decreto - per spettacoli all’aperto e al chiuso in teatri, sale da concerto, cinema, locali di musica dal vivo, per gli eventi sportivi anche all’aperto (come gli stadi). In questi luoghi, al chiuso, vietato consumare cibi e bevande. Le Ffp2 saranno inoltre le sole mascherine ammesse a bordo di bus, metro, tram, treni e aerei.

Tra le estensioni del Green pass rafforzato (vaccino o guarigione) quella più significativa riguarda il consumo al banco - per i ristoranti al chiuso con servizio al tavolo già era previsto -. Ma da questo venerdì il "super-certificato" è necessario anche al chiuso per piscine, palestre, sport di squadra, musei, mostre, centri benessere e termali, parchi divertimento, centri culturali (salvo i centri educativi per l’infanzia) e sale gioco.

Per le discoteche si è passati da possibili restrizioni a un lockdown: sale chiuse sino a febbraio, a corollario del più generale divieto di eventi, feste e concerti che determino assembramenti anche all’aperto. Già molte Regioni e Comuni avevano stoppato le classiche feste in piazza di fine anno, ora da Roma lo stop definitivo.

Confermato l’obbligo di tampone all’ingresso in Italia, che non piace alla Ue. In ambito scolastico, l’ultima bozza prevedeva un impegno massiccio della rete sanitaria militare così da sottoporre tutti gli studenti, al rientro, al test. Si vuole riaprire in presenza, ma i dubbi restano.

Le novità del decreto​

Pass, la durata scende a 6 mesi

Dal 1° febbraio 2022 la durata del Green pass vaccinale verrà ridotta da 9 a 6 mesi. Chi lo ha in scadenza dopo, quindi, lo vedrà decadere quel giorno. L’avvio della misura è posticipato rispetto alle altre proprio per evitare che troppi cittadini restino senza certificazione verde e che si crei un imbuto delle vaccinazioni difficilmente gestibile. Inoltre, con ordinanza del ministro della Salute il periodo minimo per somministrare la terza dose passa da 5 a 4 mesi a partire dal completamento del ciclo vaccinale primario (le due dosi).

Mascherine, obbligo all'aperto per le feste​

Viene previsto fino al 31 gennaio 2022 l’obbligo di tenere la mascherina all’aperto, anche in zona bianca. Già vari sindaci e governatori lo avevano stabilito a livello locale. È anche introdotto, fino alla cessazione dello stato di emergenza (fissato ora al 31 marzo), l’obbligo di ausili Ffp2 in cinema, teatri, locali di musica dal vivo ed eventi sportivi, sia al chiuso che all’aperto. Lo stesso vale sui mezzi di trasporto: treni, aerei, traghetti, ma pure bus, tram e metro e tutto il trasporto pubblico locale.

Super green pass anche al bancone del bar

La ristorazione prosegue solo con il Super Green pass, ovvero con la certificazione che si ottiene o con un ciclo vaccinale completato o da guariti. La norma varrà anche per le consumazioni al banco e non solo per quelle al tavolo, quindi anche per il caffè o il cappuccino al bar. La certificazione "rafforzata" diventerà inoltre l’unico modo per entrare in palestre, piscine, musei, mostre, centri benessere, parchi divertimento e sale da gioco. Per le Rsa misure ancora più stringenti: accesso consentito ai visitatori con terza dose o con due dosi più tampone.

Discoteche chiuse fino al 31 gennaio

A pagare il prezzo più alto sono le discoteche, chiuse del tutto sino al 31 gennaio. Nelle bozze del pomeriggio l’intervento sembrava meno duro: per discoteche e locali da ballo era previsto l’accesso con terza dose o con due dosi più tampone. In Cdm la scelta di stoppare del tutto le attività, con le prevedibili proteste arrivate subito dagli operatori.

Stop alle feste all'aperto e iniziative di piazza​

Confermato invece quanto previsto per feste ed eventi all’aperto: divieto assoluto sino a fine gennaio, con particolare riguardo ad eventuali iniziative di piazza a fine anno o nei giorni festivi.

Sanità militare per i test a scuola​

La palese difficoltà delle Asl nel gestire i casi Covid nelle scuole ha convinto il governo a coinvolgere la Sanità militare. Il ministero della Difesa garantirà il supporto nel tracciamento per le scuole di ogni ordine e grado. Supporto sia nella somministrazione dei test sia nell’attività di analisi e refertazione. A quest’ultimo scopo, saranno finanziate con 9 milioni di euro le attività aggiuntive dei laboratori militari della rete di diagnostica molecolare dislocati sul territorio nazionale.