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Covid. «Solo» 5.948 contagi, ma 256 morti (ieri 144). L'Ema valuta Pfizer per età 12-15

Redazione Internet lunedì 3 maggio 2021

Vaccinazioni alla Fiera di Brescia, il 29 aprile

Sono ancora in calo i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, 5.948, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 9.148. Sono invece le 256 vittime in un giorno, in netto aumento rispetto a ieri: 144.

È dal 13 ottobre che non si registravano così pochi positivi, quel giorno furono 5.898. In totale i casi dall'inizio della pandemia sono 4.050.708, i morti 121.433.

E calano anche i test. Sono 121.829 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Ieri erano stati 156.872. Il tasso di positività è del 4,9%% (ieri era al 5,8%).

Segnali incerti dagli ospedali. I pazienti ricoverati terapia intensiva per il Covid in Italia sono 2.490, in calo di 34 unità rispetto a ieri nel saldo quotidiano tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono stati 121 (ieri 109). E pure nei reparti ordinari, dove sono invece ricoverate 18.395 persone, c'è un aumento un aumento di 50 unità rispetto a ieri.

Con i 13.038 registrati ufficialmente nelle ultime 24 ore i guariti dal Covid-19 e dimessi in Italia superano i 3 milioni e mezzo, secondo i dati del ministero della Salute. Sono esattamente 3.505.717.

L'Ema: allo studio Pfizer per i giovanissimo​

L'Ema ha iniziato a valutare la domanda per estendere l'uso del vaccino Covid di Pfizer-BioNTech ai ragazzi di età compresa tra 12 e 15 anni. Attualmente l'autorizzazione è per l'uso in persone di età pari o superiore a 16 anni.

L'Ema effettuerà una valutazione accelerata dei dati presentati, compresi i risultati di un ampio studio clinico in corso su adolescenti a partire dai 12 anni di età, al fine di decidere se raccomandare l'estensione dell'indicazione. La comunicazione dell'Ema è attesa per giugno, a meno che non siano necessarie informazioni supplementari.

Figliuolo: da fine maggio vaccinazioni di massa e nelle aziende

"Vaccineremo a brevissimo gli atleti che devono andare a fare le Olimpiadi, perché questo è un segno dell'Italia che riparte" ha annunciato stamani il Commissario per l'emergenza Covid, Francesco Figliuolo, all'inaugurazione dell'hub vaccinale allestito al polo acquatico a Roma.

Entro fine maggio, aveva detto Figliuolo nella visita di ieri all'hub di Porta di Roma, si potrebbero fare le vaccinazioni a tutte le classi di età sotto i 65 anni, ovvero la campagna di massa e quella nelle aziende. L'obiettivo - fermo restando l'arrivo delle dosi previste - è quello di arrivare "al prossimo step, che sarà sulle classi produttive, perché questo sarà un mese di transizione. Dopo pensiamo all'estate". E nel frattempo si lavora al piano di immunizzazione degli studenti, con allo studio l'ipotesi del vaccino anti-Covid a scuola come tanti anni fa, quando però allora si somministravano dosi contro il vaiolo.

Intanto l'effetto delle inoculazioni comincia ad emergere: per il quarto giorno consecutivo, domenica il numero delle vittime è sotto il dato delle 300 ed è stata registrata la cifra più bassa di decessi per Covid degli ultimi sette mesi, 144 vittime. L'ultimo dato simile era stato registrato il 26 ottobre 2020, quando la cifra era di 141.

Fatte 500mila vaccinazioni in un giorno

In attesa dell'arrivo di oltre due milioni e 100mila dosi diPfizer tra il 5 e il 7 maggio, in tutta Italia è stato centrato domenica, per il secondo giorno consecutivo, l'obiettivo delle 500mila inoculazioni. L'importante ora è "concentrarsi nel mantenere la quota dell'utilizzo del 90% di dosi a disposizione", spiega il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. Il valore della media delle somministrazioni - riflette in un'analisi il matematico Giovanni Sebastiani - al momento è di 395mila dosi: questo significa che "per raggiungere l'obiettivo di almeno 15 milioni di dosi nel mese di maggio è necessario accelerare".

Se arriverà l'ok dell'Ema, vaccinazione nelle scuole

"Se tutto andrà nella direzione giusta, con l'approvazione da parte dell'Ema degli studi che fanno riferimento ai piani d'investigazione pediatrica - ha detto il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico e presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli - per l'autunno si può pensare di avere a disposizione dei vaccini che possano essere somministrati prima agli adolescenti e poi ai bambini al di sotto dei dieci anni. Il tutto credo possa essere ipotizzabile da luglio in poi, il tutto dipendendo dai tempi di approvazione dell'Ema. Si potrà vaccinare non necessariamente nelle scuole ma magari coinvolgendo i pediatri di libera scelta per poi attivare le vaccinazioni nelle scuole alla ripresa dell'anno scolastico". Anche Figliuolo aveva ipotizzato ieri vaccinazioni nelle scuole: "Ci stiamo pensando, funzionerebbe così come si faceva negli anni Settanta".

L'isola di Procida è quasi Covid-free

Prima, però, ci sono le vacanze e i turisti: Procida, in Campania, si dice pronta ad accoglierli. Nell'isola, ormai (quasi) Covid-free, è terminata la vaccinazione dei circa 10mila abitanti, per i quali l'adesione ha sfiorato il 90%. Prova a correre anche Napoli, dove è stato inaugurato un centro vaccinale a Capodichino, vicino all'aeroporto, in un hangar messo a disposizione dall'azienda degli aerotrasporti Atitech: per la prima giornata erano 2mila i convocati della categoria 50-59 anni, ma il centro può arrivare a 8mila shot al giorno.

Domenica 9.148 casi e 144 morti. Da oggi Sardegna arancione, Val d'Aosta rossa

Il bollettino di domenica ha numeri confortanti, ma c'è da scontare la festività di sabato 1° maggio: 9.148 nuovi contagiati, con tasso di positività che però sale al 5,8% (3,4% il giorno precedente); 430.906 gli attualmente positivi (364 in più, un aumento non si verificava dal 5 aprile).

A fronte di queste cifre, gran parte dell'Italia da oggi è in zona gialla. L'unica regione entrata in zona rossa è la Valle d'Aosta, mentre la Sardegna è diventata arancione, aggiungendosi a Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia.

La Danimarca blocca pure il vaccino Johnson & Johnson

Intanto la Danimarca ha deciso di escludere il vaccino Johnson & Johnson dal programma di vaccinazione anti-Covid. Il governo ha motivato la sua decisione con le preoccupazioni per dei gravi effetti collaterali legati alla formazione di coaguli di sangue. "L'Autorità sanitaria danese ha concluso che i vantaggi dell'utilizzo del vaccino Covid-19 di Johnson & Johnson non superano il rischio di causare il possibile effetto avverso in coloro che ricevono il vaccino", ha sottolineato l'autorità sanitaria danese in un comunicato. L'Oms e l'Ema hanno entrambi autorizzato il vaccino. La Danimarca ai primi di aprile aveva già bloccato anche le vaccinazioni con Astrazeneca.