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Covid. 8.516 nuovi casi e 68 morti. In Europa allarme per la quarta ondata

Redazione Internet venerdì 12 novembre 2021

Terza dose del vaccino anche in farmacia. Qui siamo a Milano

Sono 8.516 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute, ieri erano stati 8.569. Sono invece 68 le vittime in un giorno. Ieri erano state 67.

Nel complesso risultano 498.935 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Ieri erano stati 595.812. Il tasso di positività è all'1,7%, in aumento rispetto all'1,4 di ieri. Sono invece 445 i pazienti in terapia intensiva in Italia, 23 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 47 (ieri 37). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.525, ovvero 16 in più rispetto a ieri.

Sono 110.659 gli attualmente positivi al Covid in Italia, 3.739 in più nelle ultime 24 ore. Dall'inizio della pandemia i casi totali sono 4.843.957, i morti 132.686. I dimessi e i guariti sono invece 4.600.612, con un incremento di 4.715 rispetto a ieri.

Sono 6.827.928 gli italiani che non hanno ancora fatto una dose di vaccino anti Covid, il 12,6% della popolazione vaccinabile over 12. Il dato emerge dall'analisi dell'ultimo report del governo in base al quale la percentuale più alta dei non vaccinati tra gli adulti è nelle fasce d'età 40-49 e 30-39: rispettivamente il 15,99% - pari a 1.404.601 cittadini - e il 15,59%, che corrisponde a 1.059.039 persone.

Tra i cinquantenni sono 1.194.580 (il 12,38% del totale della fascia d'età) quelli che non hanno alcuna protezione contro il covid, mentre sono 727.620 (il 9,63%) tra i 60-69enni, 437.198 (il 7,26%) tra i settantenni e 207.284 (il 4,54%) tra gli over 80. Tra i giovanissimi, infine, ci sono 1.169.187 adolescenti tra i 12 e i 19 anni che non hanno fatto neanche la prima dose, il 25,27% del totale, dunque uno su quattro, e 628.419 (il 10,45%) nella fascia tra 20 e 29 anni.

Valle d'Aosta, stop alle visite nelle Rsa​

Con un'ordinanza firmata dal Presidente della Regione, Erik Lavevaz, la Valle d'Aosta ha deciso di sospendere le visite dei parenti nelle strutture residenziali socio-assistenziali per anziani e socio-sanitarie per il trattamento delle demenze da lunedì 15 novembre a venerdì 3 dicembre. Sospese anche le uscite degli ospiti - in totale sono circa 800 - per motivi non sanitari. La decisione è stata
presa a causa della ripresa della circolazione del contagio sul territorio. Il termine del 3 dicembre è quello "entro il quale si prevede
di ottenere, compatibilmente con l'evolversi della situazione epidemiologica, una risposta anticorpale efficace degli ospiti e
degli operatori a seguito della somministrazione della terza dose vaccinale attualmente in corso".

Due tedeschi trasportati in terapia intensiva a Bolzano​

Due pazienti tedeschi sono stati trasferiti ieri dalla Baviera in terapia intensiva a Bolzano e Merano. Lo annuncia il portale news altoatesino Stol.it. In Baviera gli ospedali sono sotto forte pressione a causa del forte aumento di casi gravi. A questo punto l'Alto Adige ha ricambiato l'aiuto dato dalla Baviera nella primavera 2020, quando pazienti altoatesini furono trasferiti e curati in Germania.

Cresce l'allarme in Europa per la quarta ondata

L'Europa è tornata a vivere giorni bui a causa della pandemia. È l'unica regione al mondo - rileva l'Oms - in cui sia i contagi che i decessi da Covid sono in costante aumento, per la sesta settimana consecutiva. Su 3,1 milioni di nuovi casi a livello globale, quasi i due terzi - 1,9 milioni - sono stati segnalati nel Vecchio continente, in aumento del 7% nell'ultima settimana. I decessi sono cresciuti del 10%, rappresentando oltre la metà dei 48.000 morti segnalati a livello globale.

Il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) stima una situazione "molto preoccupante" in 10 Paesi: Belgio, Polonia, Paesi Bassi, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria e Slovenia. Altri 10 Paesi sono considerati in una situazione "preoccupante": Germania, Austria, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Romania e Slovacchia. L'Italia resta con Malta, Svezia e Spagna a un livello di "bassa preoccupazione".

La situazione peggiore in tutto il continente, soprattutto per le basse percentuali di vaccinati si registra nell'Europa Orientale. La Romania (solo 40% immunnizzato), è da bollino rosso, con 5mila contagi per milione di abitanti nelle ultime 2 settimane. In difficoltà, anche sul fronte dei ricoveri, Croazia, Serbia e Bulgaria. Nella Repubblica Ceca la curva è schizzata da fine ottobre, passando da una media di 2mila contagi a 8.500. In Russia si viaggia ad una media di oltre 40mila contagi al giorno, e nelle ultime settimane sono stati bruciati record su record di decessi, fino ad arrivare a 1.239 in 24 ore. Molto bassa la copertura vaccinale, poco meno del 35%.