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Corridoi umanitari Caritas. Dal Niger in Italia 50 profughi scampati ai lager libici

Luca Liverani venerdì 26 novembre 2021

Sono scappati da Sudan, Centrafrica, Somalia, Sud Sudan, Eritrea, Camerun. Dallo Yemen in guerra. Dopo la fuga da persecuzioni e violenze, in molti hanno attraversato anche l'inferno dei centri di detenzione libici. Poi, grazie all'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, sono stati fatti uscire dalla Libia e raccolti in Niger da dove, finalmente, hanno potuto prendere un volo di linea senza rischiare la vita affidandosi a trafficanti e scafisti. Sono i 50 profughi arrivati questo pomeriggio a Roma, all’aeroporto di Fiumicino, con un volo da Niamey, Niger. Tra di loro 16 bambini. A dare loro la possibilità di ricostruirsi una vita è il programma di corridoi umanitari gestito dalla Caritas Italiana, frutto della collaborazione tra Acnur, Governo Italiano e Conferenza Episcopale Italiana.

L'ingresso in aeroporto dei profughi dal Niger accolti dagli operatori di Caritas italiana - Foto Francesco Spagnolo/Caritas

Il progetto ha permesso fino ad oggi di fare arrivare in modo legale e sicuro centinaia di rifugiati. Ad attenderli a Roma hanno trovato gli operatori e i volontari delle Caritas diocesane di Avellino, Crema, Matera, Venezia, Verona e Vigevano, che attraverso un’accoglienza comunitaria garantiranno ai beneficiari percorsi di prossimità e integrazione sui loro territori, accompagnandoli verso l'autonomia.

Monsignor Francesco Soddu, già direttore di Caritas italiana, oggi vescovo di Terni-Narni-Amelia, spiega che «ancora una volta il programma dei corridoi umanitari ha dimostrato che esiste un’alternativa sicura e legale per raggiungere l’Italia, sottraendosi ai trafficanti ed evitando di rischiare la vita in mare». Caritas italiana spiega inoltre che il Boeing 787 per il volo è stato messo a disposizione dalla Onlus Solidaire.