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Coronavirus. Migliora il trend dei contagi. Il governo: misure estese fino a Pasqua

Redazione Internet lunedì 30 marzo 2020

L'arrivo di un ammalato di Covid-19 al Policlinico Tor Vergata di Roma

Migliora il trend dei contagi in Italia, ma la schiarita si accompagna ancora una volta al bagno di sangue. Sono più di centomila i casi accertati di Covid-19 nel nostro Paese, dall'inizio dell'epidemia, e sono quasi 11.600 le vittime. Il bollettino odierno della Protezione civile registra 101.739 casi totali a oggi, con un aumento di 4.050 in un giorno, meno dei 5.217 di ieri e dei 5.974 di sabato. Per trovare un aumento in termini assoluti più contenuto bisogna risalire indietro al 17 marzo. A fare la parte del leone, nel trend positivo, è la situazione della Lombardia, dove l'aumento dei contagi è rallentato, dal +1.592 di ieri al +1.154 di oggi.

Di contro, tornano ad aumentare i decessi, 812 in un giorno contro i 756 di ieri. Ma si registra anche il record assoluto del numero di guariti: 1.590 in 24 ore. In totale, si contano 75.528 malati attuali (+1.648 su ieri, quando l'aumento era stato di 3.815), 14.620 guariti, 11.591 morti. Nel dettaglio, sono 27.795 le persone ricoverate con sintomi (+409), quelle in terapia intensiva 3.981 (+75), in isolamento domiciliare 43.752 (+1.164).

"Stiamo vedendo i risultati che non avremmo ottenuto senza le misure di contenimento, è una ragione per continuare a fare questi sacrifici" ha detto Franco Locatelli, il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità. "Dobbiamo essere rigorosi e mantenere chiuse le misure adottate", ha aggiunto.

Il ministro Speranza: misure di contenimento fino a Pasqua

Le buone notizie che arrivano sul trend dei nuovi contagi non sembrano cambiare le intenzioni di Giuseppe Conte: il premier ormai è pronto ad annunciare la proroga dei blocchi. Probabilmente l'annuncio del nuovo Dpcm seguirà a un Consiglio dei ministri che, secondo fonti di governo, potrebbe tenersi mercoledì o giovedì. Più difficile, ma non del tutto escluso, che avvenga domani. Il piano di Palazzo Chigi prevede innanzitutto di attuare la proroga delle chiusure previste per il 3 aprile. Dovrebbe essere una proroga senza deroghe mentre qualche ombra c'è ancora sulla nuova data finale delle restrizioni. Il range ritenuto in queste ore più probabile è quello che va dal 15 al 18 aprile. Dopo Pasqua comunque, come indicato dal Comitato scientifico con cui sia Conte sia il ministro della Salute Roberto Speranza sono in costante contatto. "Nella riunione del comitato tecnico scientifico svoltasi stamattina è emersa la valutazione di prorogare tutte le misure di contenimento almeno fino a Pasqua. Il governo si muoverà in questa direzione", ha detto lo stesso ministro Speranza.

Migliora anche Milano città

Segnali di schiarita in Lombardia dunque, dove i nuovi positivi sono 1.154 (ieri erano 1.592). I ricoverati sono 11.815, 202 più di ieri. Solo 2 i pazienti in più in Terapia intensiva, in totale 1.330. Aumentano i guariti, 1.082 in un giorno, portando il totale a 10.337. I tamponi effettuati sono in totale 111.057. I positivi al coronavirus sono 42.161.

A Milano e provincia ci sono 8.676 positivi, più 347 casi rispetto a ieri. A Milano città sono 3.560, più 154, in buona diminuzione rispetto alla crescita comunicata ieri che era di 247.

Pronto l'Ospedale Fiera Milano, oggi la benedizione di Delpini

Il sistema sanitario lombardo sembra reggere il colpo dell'epidemia e i vertici della Regione mostrano un certo sollievo". Le indicazioni che mi arrivano è che stiamo proseguendo sulla buona strada. Stiamo mantenendo quella linea che non è più in salita e non è ancora in discesa, ma non stiamo andando avanti nella progressione" del contagio, ha detto il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, che ha inoltre annunciato che sarà presentato alla stampa domani, martedì, l'ospedale d'emergenza alla Fiera di Milano. Oggi la struttura è stata benedetta dall'arcivescovo Mario Delpini "Per l'apertura è questione di pochi giorni - ha detto Fontana -, è stato rinvenuto un certo numero di operatori sanitari, medici e infermieri". "Adesso l'ospedale è sottoposto a sanificazione. Crediamo che entro fine settimana si potrà avere tutto completo per la 'visita' del primo paziente". Un'iniziativa d'emergenza, così come quelle dell'hotel Michelangelo di Milano, dove sono arrivate le prime 30 persone che hanno bisogno di un posto sicuro per la quarantena, e la terapia intensiva realizzata all'ospedale San Raffaele. Mentre alpini e volontari continuano a lavorare senza sosta all'ospedale da campo di Bergamo.

Morti altri 11 medici, in tutto sono 61

Negli ultimi due giorni sono morti di Covid-19 altri 11 medici: il totale sale così a 61. I medici deceduti, si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), sono: Rosario Vittorio Gentile, medico di famiglia di Cremona; Francesco Dall'Antonia, ex primario dipartimento Chirurgia di Vicenza; Abdulghani Taki Makki, odontoiatra di Fermo; un medico penitenziario di Foggia di cui non è stato reso noto il nome; Aurelio Maria Comelli, cardiologo di Bergamo; Michele Lauriola, medico di famiglia di Bergamo; Francesco De Alberti, ex presidente dell'Ordine dei medici di Lecco; Mario Luigi Salerno, fisiatra di Bari; Roberto Mario Lovotti, medico di famiglia di Milano; Domenico Bardelli, odontoiatra di Lodi; Giovanni Francesconi, medico di famiglia di Bescia.

Dalla Lombardia salme al Crematorio di Firenze

Arrivano da Lecco, Milano e Cremona le prime salme destinate a essere cremate a Firenze. A oggi si tratta di pochi casi, inviati nel capoluogo toscano da imprese funebri lombarde. "Si tratta di invii - spiega Giacomo Rossi, del Crematorio di Firenze - predisposti da imprese funebri del Nord Italia per ovviare ai lunghi tempi richiesti per le cremazioni nei Comuni di residenza dei defunti; non sono ancora i trasporti predisposti dalla Protezione civile ed effettuati con i camion dell'esercito". "La Protezione civile - ha detto ancora Rossi - ha predisposto un numero unico nazionale di prenotazione per la cremazione, cui abbiamo dato disponibilità".

Feretri sono stati trasportati dalla Lombardia, per la cremazione, anche a Pisa, Siena e Venezia.

Per il "dopo" l'ipotesi di analisi per scoprire chi si è immunizzato

Se la Lombardia è stata la prima a fare i conti con il dilagare del contagio presumibilmente sarà anche la prima, si ragiona, a uscire dall'emergenza. Di fronte all'ipotesi, avanzata da ambienti politici ma anche scientifici, che i primi a riprendere la vita sociale siano gli immunizzati (persone guarite dall'infezione, che l'abbiano avuta con sintomi o meno), l'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, non si tira indietro. "I test per identificare persone che hanno sviluppato gli anticorpi al coronavirus e quindi possono essere considerate immuni li stiamo sperimentando da tempo, ma in questa fase si rischia di avere risultati non certi in quanto i nostri tecnici ci dicono che, anche una volta che sono scomparsi i sintomi e si sono sviluppati gli anticorpi, la persona resta infetta e quindi può contagiare per un certo periodo".

Vaccini, anche in Italia partono test preclinici

Ma se una "patente di immunizzato" potrebbe essere utile per una parziale riapertura nei prossimi mesi, l'unica soluzione che possa mettere fine ai contagi resta la scoperta, e la somministrazione di massa, del vaccino. Qui i tempi restano lunghi, nonostante la ricerca farmaceutica sia al lavoro da tempo, in diversi Paesi. Anche in Italia sono cominciati i test preclinici per cinque vaccini, tutti condotti dall'azienda biotech Takis. I risultati sono attesi a metà maggio e la sperimentazione sull'uomo potrebbe partire in autunno. I vaccini si basano su diverse regioni della proteina Spike, la principale arma con cui il virus aggredisce le cellule respiratorie umane.