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Covid. 445 morti, 8.585 positivi nelle ultime 24 ore. Ma cala il numero di tamponi

lunedì 28 dicembre 2020

Un passante a Roma

Ancora pochi tamponi come succede in questi giorni di festività natalizie, ma calano i casi di coronavirus in Italia e il tasso di positività. Aumentano, invece, i morti e i ricoverati con sintomi. Il bollettino del ministero della Salute offre, come spesso accade, un quadro costellato da luci e ombre. Sono 8.585 i nuovi contagi a fronte di 68.681 tamponi analizzati in 24 ore, mentre i decessi passano in un giorno da 298 a 445, con il totale che tocca quota 72.370. Scende di circa due punti, al 12,49%, il tasso di positività in Italia, contro il 14,88% del giorno prima.

La situazione negli ospedali è in chiaroscuro. Sono 15 in meno i pazienti positivi al Covid-19 nelle terapie intensive italiane (2.655 in totale) ma crescono, nel contempo, i ricoverati con sintomi: 23.932 in totale, 361 in più in 24 ore. Si registra ancora un netto calo per gli attuali positivi (-6.539) e un nuovo boom di guariti (14.675).

Sfiorano poi i 90mila (89.879) gli operatori sanitari contagiati dall'inizio della pandemia, su 2.019.660 casi totali, secondo i calcoli dell'Istituto superiore di sanità.

Fra le regioni italiane, l'unica in quadrupla cifra per numero di casi è il Veneto con 2.782. Seguono il Lazio con 966 contagi e l'Emilia-Romagna con 750, mentre in Lombardia sono 573 le nuove infezioni. Altrove il conteggio è in tripla e doppia cifra, tranne in Molise con 7 positivi in più. "La malattia c'è e circola. Il caso del Veneto è paradigmatico. Ho l'impressione che trovi più casi degli altri, perché se fai le cose bene, ahimè, l'infezione la trovi", è il commento dell'infettivologo Massimo Galli, secondo cui "in linea di prospettiva dobbiamo aspettarci un gennaio ancora pesante" e "non è ancora il momento di riconvertire i reparti trasformati in Covid".

Intanto, il Comune di Bergamo - annuncia il sindaco Giorgio Gori - "ha deciso, in rappresentanza dei propri cittadini, di dichiararsi 'persona offesa'" nel fascicolo aperto per epidemia colposa dai pm orobici. In generale, per il governatore Attilio Fontana, "la Lombardia è stata colpita con una durezza paragonabile a poche parti nel mondo. Ciononostante la nostra comunità non si è mai persa d'animo". A suo dire, c'è stata "una squallida strumentalizzazione politica", a partire dall'ospedale in Fiera, per cui "non è assolutamente vero che alcune aziende abbiano ritirato i finanziamenti".