Attualità

L'analisi. Conte "sovranista" per smarcarsi dal Pd

Matteo Marcelli giovedì 21 settembre 2023

Poiché alle elezioni europee ognuno conta per sé e siccome la segretaria dem Elly Schlein è stata molto abile a fare proprie le battaglie originariamente combattute in esclusiva dal Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte (che ieri ha visitato Lampedusa) ha dovuto inventarsi - o meglio rispolverare - qualcosa per permettere ai grillini di distinguersi dal resto del mai nato campo largo. L’idea è quella di cavalcare “da sinistra” temi tipicamente di destra, con parole d’ordine annesse, come la sovranità per esempio, la stessa che il presidente grillino rivendica come patrimonio di tutti e non esclusivamente «appaltato alla destra». Il che implica anche la ragionevole convinzione che «non possiamo offrire accoglienza a tutti i migranti», e che «un’accoglienza indiscriminata» sia sostanzialmente una «non accoglienza», seppur concedendo che il blocco navale è irrealizzabile. Per questo «noi di M5s siamo per una terza via», conclude il presidente pentastellato.
In parte si tratta di un ritorno al passato, quando i grillini occupavano spazi di elettorato non sovrapponibili né all’uno né all’altro schieramento, meritandosi l’appellativo di “comunisti” dai detrattori di destra e di “fascisti” da quelli di sinistra. E in realtà potrebbe funzionare (almeno da un punto di vista elettorale). Ma in ogni caso l’operazione è già iniziata e a questo punto non ci sarebbe da stupirsi se a breve tornasse anche la lotta a favore di quell’evasione “di sopravvivenza” che tanti applausi – e consensi – fece guadagnare al garante Beppe Grillo all’inizio della sua avventura politica.