Attualità

Il governo. Giuseppe Conte: Sarò avvocato degli italiani

Roberta d'Angelo giovedì 24 maggio 2018

Arriva a sorpresa, verso le 13 di ieri, la nota del Quirinale che annuncia la convocazione al Colle di Giuseppe Conte per le 17,30. Il capo dello Stato ha già ottenuto conferma dai due leader di M5s e Lega, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, sul nome fatto dai due azionisti del "contratto". Il tritacarne in cui è stato gettato in meno di 24 ore il giurista filo-grillino non ha scalfito la fiducia dei due e dunque – mentre lo spread continua a salire – la decisione è presa: Conte sia.

Il primo presidente incaricato della diciottesima legislatura, abito blu scuro, camicia bianca e cravatta a piccoli quadrati celesti, arriva solo, in un taxi che viene fermato a corso Vittorio, e varca la soglia della Presidenza della Repubblica con una cartellina sotto braccio e un foglio con le indicazioni in tasca e saluta con discrezione il pubblico assiepato. Quindi si immerge in un colloquio con Sergio Mattarella lungo quasi due ore prima di rassicurare: «Sono professore e avvocato, ho perorato cause di varie persone e ora difendo l'interesse degli italiani in tutte le sedi Ue e internazionali dialogando con le istituzioni Ue e con gli altri Paesi mi propongo di essere l'avvocato difensore del popolo italiano».

In pochi minuti Conte legge un comunicato che rappresenta una sintesi tra le posizioni sfrenate di Lega e 5 stelle e i paletti imposti
dal capo dello Stato. «Se riuscirò a portare a compimento l'incarico – spiega camminando sul filo in equilibrio – esporrò alle Camere un programma basato sulle intese intercorse tra le forze politiche di maggioranza». Il "contratto" faticosamente stilato dalle due forze di maggioranza è salvo.
E però qualche libertà se la prende subito, per non essere un mero esecutore di un programma stilato e deciso da altri, sebbene non manchi di ricordare di aver partecipato alla stesura. «Con il presidente della Repubblica – continua il premier incaricato – abbiamo parlato della fase impegnativa e delicata che stiamo vivendo e delle sfide che ci attendono e di cui sono consapevole, così come sono consapevole della necessità di confermare la collocazione europea e internazionale dell'Italia».
I mercati sono chiusi, ma il messaggio è sul tavolo. «Il governo dovrà cimentarsi da subito con i negoziati in corso sui temi del bilancio europeo, della riforma del diritto d'asilo e del completamento dell'unione bancaria», ricorda in vista degli appuntamenti europei di giugno. «È mio intendimento impegnare a fondo l'esecutivo su questo terreno, costruendo le alleanze opportune e operando affinché la direzione di marcia rifletta gli interessi nazionali».
E per farlo, ci saranno le linee del "contratto", che sarà quindi la bussola su cui tracciare il percorso del sessantacinquesimo esecutivo della storia della Repubblica. «Fuori da qui – dice il giurista pescato da Di Maio per trovare la sintesi tra i due alleati improvvisati – c'è un Paese che giustamente attende la nascita di un esecutivo e attende delle risposte. Quello che si appresta a nascere sarà il governo del cambiamento. Il contratto su cui si fonda questa esperienza di governo, a cui anche io ho dato il mio
contributo, rappresenta in pieno le aspettative di cambiamento dei cittadini italiani». E questo sarà il «fondamento dell'esperienza di governo nel pieno rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica e della Costituzione. Voglio dar vita a un governo dalla parte dei cittadini», incalza Conte.
L'avvocato catapultato a Palazzo Chigi è pronto ad avviare la macchina, con la certezza che il voto degli italiani richiede un forte cambio di rotta. Ma consapevole che il capo dello Stato pretende rassicurazioni, dopo le parole in libertà circolate negli ultimi due mesi. «Nei prossimi giorni tornerò dal presidente della Repubblica per sciogliere la riserva e in caso di esito positivo per sottoporgli le proposte sui ministri». Emozionato, dopo quattro minuti di discorso sotto i riflettori, saluta quindi i giornalisti, e parte alla volta di Montecitorio dove, oltre al presidente della Camera Roberto Fico, anche di Maio e Salvini lo stanno aspettando. Questa volta il taxi viene scortato come si conviene a un capo di governo da un'auto civetta della polizia. Il presidente incaricato, quindi, parte alla volta di Palazzo Madama, per il primo incontro con la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati. E da oggi alle 12 partiranno le consultazioni con tutti i gruppi parlamentari.