Attualità

India e Myanmar. Interrogazione di Berlusconi e Tajani sui cristiani perseguitati

Redazione Romana martedì 28 dicembre 2021

Cristiani in India, Kashmir, celebrano il Natale

Le persecuzioni dei cristiani in India e in Myanmar in coincidenza con il Natale sono state oggetto di un'interrogazione con richiesta di risposta scritta presentata da alcuni europarlamentari del Ppe al vicepresidente della Commissione e alto rappresentante Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Tra i firmatari figurano anche Silvio Berlusconi e Antonio Tajani, oltre a Fulvio Martusciello e Luisa Regimenti. Tutti i firmatari ricordano i "preoccupanti fenomeni di odio anticristiano", in particolare, nei due Paesi asiatici, dove gli episodi di attacco alle comunità cristiane sono aumentati come non accadeva da anni.

"Nel 2021, in India - ricordano gli eurodeputati -, i crimini contro i cristiani sono aumentati del 40,8%: chiese devastate, preti picchiati e spiati, omicidi, stupri, cure mediche negate e accesso ai pozzi negato. Il tutto ai danni di una comunità che offre istruzione e cure gratuite ai più poveri. Il blocco dei fondi esteri alle missionarie della carità di madre Teresa rischia di lasciare 22.000 assistiti e collaboratori senza cibo e medicine. Il 24 dicembre scorso, nello Stato orientale del Kayah in Myanmar, dove metà della popolazione è cristiana, sono stati uccisi brutalmente 38 passeggeri in transito, tra cui un bambino e due operatori umanitari dispersi".

Perciò gli autori dell'interrogazione chiedono al vicepresidente della Commissione e alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza quali azioni intende adottare per far fronte a questa grave violazione della libertà di religione e quali azioni diplomatiche intende intraprendere per fronteggiare "i brutali attacchi che l’organizzazione paramilitare induista Rss e il regime militare in Myanmar compiono contro le comunità cristiane".

Sulla stessa linea di attenzione alle difficili situazioni delle comunità cristiane presenti in alcune parti del mondo si colloca un'altra iniziativa, questa volta intrapresa dal leader leghista, Matteo Salvini, il quale fa sapere di aver avuto un colloquio in videocollegamento con il vicario apostolico di Beirut, monsignor Cesar Essayan, che gli ha rappresentato la situazione di emergenza "principalmente economica e sanitaria" del Paese e in special modo dei cristiani. Salvini, si legge in un comunicato, "ha garantito il proprio impegno affinché anche in Italia venga intensificata l’attività di sostegno in favore del Libano e dei libanesi" e ha detto di aver chiesto "ai governatori di poter accogliere quanti necessitano di cure, ricevendo la loro totale disponibilità”.

Analogo impegno è stato espresso a monsignor Essayan al fine di "arginare l’esodo della popolazione libanese, soprattutto quella cristiana, che sta divenendo vittima di bande criminali che gestiscono l’emigrazione clandestina".