Attualità

INCHIESTE E VELENI. «C’è una strategia per colpire l’Italia»

Giovanni Grasso sabato 27 novembre 2010
Se non è un complotto, poco ci manca. Ma di sicuro sono in atto «strategie dirette a colpire l’immagine dell’Italia sulla scena internazionale». Parole forti, su cui ha relazionato ieri in Consiglio dei ministri il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Che ha trovato «l’unanime condivisione» del premier (che ha confermato l’esistenza di un’atmosfera anti-italiana) e di tutti i membri del governo. Parole che non sono rimaste a mezz’aria, ma che sono state volutamente impresse, nero su bianco, sul comunicato ufficiale di Palazzo Chigi, dopo la fine della riunione. A che cosa si riferisce l’allarme? Il comunicato parla chiaro. E mette in stretta relazione quattro vicende di cronaca italiana che hanno trovato un’eco molto forte sui media stranieri. Ecco l’elenco: «L’attacco a Finmeccanica, la diffusione ripetuta di immagini sui rifiuti di Napoli o sui crolli di Pompei, l’annunciata pubblicazione di rapporti riservati concernenti la politica degli Stati Uniti, con possibili ripercussioni negative anche per l’Italia». Tutti elementi, prosegue la nota della presidenza del Consiglio, che «impongono fermezza e determinazione per difendere l’immagine nazionale e la tutela degli interessi economici e politici del Paese». In aggiunta, ci sono le dichiarazioni del capo del governo, Silvio Berlusconi, che però ha preso più di mira i "nemici interni". Ovvero la stampa italiana, i partiti di opposizione  e i magistrati. Sui casi della ricostruzione all’Aquila e dei rifiuti a Napoli, secondo il premier, i media italiani hanno passato il segno: «È una cosa veramente indegna, abietta, criminale, anti-italiana fare ciò che i media fanno, a cominciare da quelli dell’opposizione, cioè criticare infondatamente quello che è stato fatto da uomini dello Stato, innanzitutto quelli della Protezione civile. Dobbiamo denunciare tutti quanti questo fatto, perché gli autori di queste affermazioni infondate si devono veramente vergognare». Ce n’è anche per i giudici e le indagini su Finmeccanica, che il Cavaliere derubrica ad azioni autolesioniste e antinazionali: «Sono preoccupato – ha risposto a una domanda di un giornalista – perché Finmeccanica è un asset straordinario, ha firmato un contratto con la Russia... Mi auguro queste indagini portino a nulla, come sono convinto. Considero suicida che il Paese proceda contro chi costituisce, con la propria capacità operativa, la forza del Paese». Frattini, che ha relazionato in Consiglio dei ministri, ha però voluto ridimensionare, se non la portata, almeno l’origine delle vicende: «Non si tratta di un complotto, non vi è un unico burattinaio», ha spiegato, ma «una combinazione di informazioni inesatte e di enfatizzazione mediatica di fattori negativi il cui risultato è dannoso per l’immagine dell’Italia». Tra queste, appunto, «la ripetizione enfatizzata delle vicende di Napoli»e gli attacchi contro Finmeccanica, che «rappresenta l’Italia in settori delicatissimi come l’alta tecnologia o l’industria della difesa».Il ministro degli Esteri ha anche confermato di aver ricevuto la nota dell’amministrazione americana, che informa che i file riservati, che stanno per essere diffusi da Wikileaks, possano contenere giudizi imbarazzanti offensivi su altri Paesi. Per quanto riguarda l’Italia, ha assicurato Frattini, «mi è stato anticipato che si tratta di "documenti di scenario"», ribadendo comunque che le relazioni bilaterali sono saldissime. In serata, il premier è sembrato minimizzare la portata della denuncia: «Chiedetelo a Frattini», ha risposto ai giornalisti che gli domandavano particolari. E la Farnesina ha diffuso una nota in cui il ministro ribadisce di «non aver mai parlato di complotto».