Attualità

Bufera in Parlamento. Scatta la caccia ai deputati “furbetti” del bonus Inps

Roberta D'Angelo lunedì 10 agosto 2020

La caccia ai 5 nomi dei parlamentari che avrebbero chiesto (e in tre anche ottenuto) il bonus dei 600 euro previsto per le partite Iva durante l’emergenza Covid, nonostante uno stipendio netto di oltre 12 mila euro mensili (più benefit) si intreccia con la "caccia" al presidente dell’Inps PasqualeTridico, accusato trasversalmente da una parte della maggioranza e dal centrodestra di aver scatenato il putiferio per alimentare il sentimento anticasta. Ma al termine di un’altra giornata surreale, tra processi sommari, minacce, smentite e sospetti, resta – oltre a una grande afa – una domanda a fare da sfondo alla triste vicenda:

cui prodest

? Ovvero: perché qualcuno ha fatto trapelare proprio ora questa incresciosissima storia, diffondendo anche i partiti di provenienza dei 5 "furbetti", e anzi attribuendone uno a Italia Viva, notizia poi smentita dallo stesso presidente dell’Istituto?


Nel pomeriggio è +Europa a pronunciare apertamente quello che in molti si ripetono sottovoce: «L’Inps grillina di Tridico ha fatto uno spot alla legge grillina per eccellenza, il taglio dei parlamentari», dice Carmelo Palma della Direzione del partito. Ma la conferma che il "caso" faccia gioco al referendum arriva dallo stesso Luigi Di Maio, che di fronte al fiume di notizie che si susseguono commenta: «E ci si domanda ancora se il taglio dei parlamentari sia una cosa giusta. Il 20 e il 21 settembre possiamo dare insieme una bella sfoltita e fare la storia».

Ma riavvolgiamo il nastro e ricostruiamo l’intera vicenda. Domenica una fonte Inps fa trapelare la notizia che 5 parlamentari avrebbero approfittato del bonus stanziato senza troppi vincoli dal governo, per fronteggiare l’emergenza dovuta al lockdown. Nessun tetto è stato previsto e dunque è tutto legale, non c’è nessuna infrazione. Ma quando il bonus viene aumentato dal governo a 1000 euro inizia l’indagine della comissione Antifrode, anticorruzione e trasparenza dell’Inps, da cui emergono le incresciose richieste. Oltre ai parlamentari, ci sono nomi di consiglieri comunali e regionali. E la notizia viene diffusa.
Nei 3 partiti additati scatta la caccia, oltre alla condanna senza appello. Ma se Salvini tuona per la Lega e minaccia sospensioni, Di Maio e Crimi rincarano con l’espulsione, mentre dentro Iv Maria Elena Boschi sente uno a uno i renziani, ma non trova nesun "colpevole". Così il vicepresidente della Camera Ettore Rosato si infuria e chiama personalmente Tridico, che esclude ci siano parlamentari di Iv che abbiano presentato domanda per il bonus. «Questo modo di fare servizio pubblico da parte dell’Inps è barbaro», tuona il presidente di IV. Mentre dal partito di Renzi, Gianfranco Librandi chiede le dimissioni di Tridico.
Dentro M5s, però, si va avanti perché vengano fuori i nomi, ma l’Istituto di Tridico si trincera dietro all’obbligo di mantenere la privacy. Crimi e Di Maio chiedono allora ai parlamentari di fare singole rinunce pur di far emergere i "furbetti". «Se non dovesse palesarsi spontaneamente chi ha richiesto il bonus, chiederò a tutti i nostri parlamentari di sottoscrivere una dichiarazione per autorizzare l’Inps a fornire i dati». Lo stesso chiede il governatore leghista Zaia, superando le posizioni del leader della Lega Salvini.

Si trova una scappatoia nella delibera dell’Anac del 2013 che darebbe la possibilità all’Ente previdenziale di pubblicare i nomi per importi superiori ai 1000 euro, e trattandosi di un bonus di 600 euro per due mesi il calcolo potrebbe andare. A questo punto vengono lanciati in rete nomi di parlamentari "colpevoli", che subito si affrettano a smentire. Dalla Lega Mario Lolini nega di aver fatto richiesta. «Noi abbiamo chiesto ieri a tutti i parlamentari ma finora non ho riscontri di leghisti che abbiano preso il bonus», dice il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari.

Ma se il Pd – non coinvolto dalle indiscrezioni – resta defilato (solo il viceministro all’economia Antonio Misiani spiega di aver concepito il bonus in modo che l’erogazione potesse avvenire in fretta per far fronte all’emergenza), da Fdi, altro partito non coinvolto, un affondo: «Sarebbe utile sapere come mai dalle prime ore della giornata di ieri - e alcuni dicono anche da più tempo - autorevoli esponenti del M5S già conoscessero le appartenenze politiche dei responsabili di questi vergognosi comportamenti. Tridico, Presidente Inps da loro nominato glieli ha fatti avere "riservatamente"? Altrimenti spieghi come sono usciti». Amareggiato, il presidente della Camera Roberto Fico chiede ai "frubetti" di chiedere scusa agli italiani, ma a tutti di «fermare le campagne di odio».