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ESECUTIVO IN BILICO. Bondi torna nella bufera Mozione di sfiducia per il 29

Luca Liverani giovedì 18 novembre 2010
Sfiducia per Bondi. La Camera voterà il 29 novembre la mozione dell’opposizione contro il ministro dei Beni Culturali, sotto tiro per il crollo a Pompei. La decisione della conferenza dei capigruppo, chiesta dal centrosinistra come propria quota nel calendario dei lavori, coglie di sorpresa la maggioranza: così tradite il patto tra Napolitano e i presidenti di Camera e Senato – insorge il Pdl – siglato sul rinvio della fiducia a dopo l’approvazione della Finanziaria. Secca la replica del Pd: l’accordo non ha niente a che vedere con questa mozione individuale. Fli sembra intenzionata a non votarla: non faremo la guerriglia su Bondi, dice Bocchino, dando forza all’auspicio del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, secondo il quale Bondi «non merita la sfiducia». «Iniziativa abnorme», risponde Sandro Bondi. «Se si arrabbiano dovranno rassegnarsi», chiosa Pierluigi Bersani.La sfiducia individuale, afferma il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, «non ha nulla a che vedere con l’impegno a non discutere le mozioni di sfiducia sul governo prima del via libera alla legge di stabilità». «È una grave lesione – replica stizzito il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto – rispetto all’accordo raggiunto al Colle».Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone rincara la dose: «Questa mozione sarà ricordata a lungo come l’esempio di una doppia vergogna: per l’attitudine vigliacca di chi specula sugli eventi negativi (dimenticando episodi analoghi avvenuti sotto altre responsabilità politiche), e per l’irresponsabilità di chi ha deciso di calendarizzarla con tanta urgenza», nonostante l’accordo col Quirinale. Insomma, «un atto di squadrismo politico». Critico anche Maurizio Gasparri: «Questo modo di agire – dice il capogruppo pdl al Senato – dimostra che una fase così complessa viene utilizzata solo per alimentare un clima di scontro in Parlamento».Pierluigi Bersani liquida le polemiche con un’alzata di spalle: «Se si arrabbiano dovranno rassegnarsi», taglia corto il leader del Partito democratico. «Noi – dice – facciamo le nostre scelte e le portiamo con coerenza fino in fondo. Si vedrà cosa ne pensa il Parlamento, siamo curiosi». Replica entrando nel merito, invece, Silvana Mura dell’Idv: «Se un governo in piena crisi e senza più maggioranza pretende di portare in aula una legge di riforma come quella universitaria, non si capisce perché la Camera non dovrebbe votare la mozione contro Bondi».E Fli? «Decideremo nei prossimi giorni – dice il capogruppo alla Camera Italo Bocchino – perché non vogliamo cogliere la mozione di sfiducia contro Bondi per scatenare una guerriglia. Noi abbiamo posto una questione seria, ci interessa l’appuntamento del 13 e 14. Di fronte alla messa in discussione del governo la questione di Bondi è veramente minimale».Lui, il diretto interessato, parla di «iniziativa abnorme e dirompente». La mozione di sfiducia individuale, commenta il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, «da una parte mi infligge, non posso negarlo, uno stato di angosciosa mortificazione, dall’altra però suscita un sentimento di profonda tristezza dinanzi al volto sfigurato di una sinistra della quale mio padre e io nel passato abbiamo fatto dignitosamente parte».