Attualità

Blasfemia. «Assolto» circolo Lgbt di Bologna per immagini offensive della religione

Michela Conficconi sabato 4 marzo 2017

La sede del circolo Lgbt Cassero di Bologna

Le foto pubblicate su facebook in occasione della serata “Venerdì credici” organizzata nel marzo 2015 al Cassero di Bologna, storico locale Lgbt, non erano rivolte a «manifestare spregio e vilipendio del credo cristiano». Con questa motivazione il pm Morena Plazzi, titolare dell’indagine nata sulla vicenda a seguito della denuncia presentata da alcuni esponenti politici, ha deciso di chiedere l’archiviazione del fascicolo. Una scelta destinata a far discutere, perché le foto oggetto del procedimento crearono da subito molte polemiche e indignarono gran parte del Consiglio comunale.

Lo stesso cardinale Carlo Caffarra, allora arcivescovo di Bologna, parlò di «un insulto di inarrivata bassezza e di diabolica perfidia alla Croce di Cristo». Irriproducibile nemmeno a parole il contenuto di quelle immagini oltraggiose. Poche e misurate parole da parte dell’Arcidiocesi di Bologna sulla scelta del pm, che affida la replica ad un nota che uscirà domani sul settimanale diocesano Bologna sette.

Ambienti vicini all’Arcivescovo riferiscono però l’amarezza con la quale è stata recepita la notizia, anche dallo stesso presule. Pur nel rispetto del lavoro della magistratura, fanno sapere, non si può nascondere il rammarico che si rinnova nuovamente per quelle immagini, mentre si torna a chiedere il rispetto per la fede dei credenti oltre che del buon gusto. Rispetto della magistratura che non significa affatto condivisione nel merito della decisione, ma rispetto del lavoro di una istituzione.

Certo è che chi fece allora denuncia, ovvero Valentina Castaldini, (oggi portavoce Ncd), Galeazzo Bignami e Marco Lisei (rispettivamente consiglieri regionale e comunale per Forza Italia), sono decisi a presentare opposizione. «Riteniamo ampiamente opinabile la scelta della Procura – è il commento di Bignami –. Se fosse accaduto con qualsiasi altra religione o se ad essere stato vilipeso fosse stato il mondo Lgbt, avremmo visto manifestazioni in piazza di solidarietà alle minoranze offese».

Castaldini sottolinea il finanziamento pubblico delle attività del Cassero: «Questo non è umorismo ma un’offesa profonda che ferisce tante persone che credono e chiedono, quantomeno, di utilizzare soldi pubblici in modo socialmente utile».