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INTERVISTA/2. Binetti (Scelta Civica): «Serve clausola di salvaguardia che permetta il dissenso»

Giovanni Grasso martedì 23 luglio 2013
«La decisione dei relatori di abbandonare il vecchio testo sull’omofobia, che era pieno di punti inaccettabili, è sicuramente positiva. Ma abbiamo bisogno che la nuova formulazione così come garantisce i gay dalla discriminazione, garantisca allo stesso modo la libertà di pensiero per chi crede nel matrimonio fondato sulla legge naturale». Paola Binetti (Udc-Scelta Civica) riassume così la posizione di un largo fronte di deputati cattolici di vari partiti che hanno fatto quadrato per impedire «derive antidemocratiche» della legge contro l’omofobia.A che punto siete con la discussione in Commissione Giustizia?La presidente della Commissione Donatella Ferranti, preso atto della nuova decisione dei relatori, ha chiesto ai presentatori dei sub-emendamenti di ridurne sensibilmente il numero, perché ce ne sono oltre 300. Noi, l’abbiamo sempre detto, siamo favorevoli a combattere la violenza omofobica. Però abbiamo bisogno di essere rassicurati, non a parole, sul fatto che per esempio un ministro del culto possa continuare a indicare il comportamento omosessuale come peccato, ossia contrario alla propria religione, senza per questo subire denunce o condanne penali. Oppure che si possa continuare a sostenere che un bambino adottivo abbia bisogno di un padre e di una madre, senza per questo essere multati o finire in galera.E questo come è possibile?Chiediamo di approvare un nostro emendamento, una clausola di salvaguardia, che escluda che si possa essere puniti per la proprie idee o concezioni morali, religiose, culturali sull’omosessualità, naturalmente escludendo che queste idee o concezioni siano espresse con la violenza o con l’incitamento alla violenza o alla discriminazione.Qualcuno sostiene che questa salvaguardia sia del tutto pleonastica, nel senso che a proteggere la libertà di opinione c’è già la Costituzione...Questo potrebbe essere vero se non avessimo davanti a noi il caso francese, dove i militanti della Manif pour tous sono stati arrestati per aver espresso la loro contrarietà al matrimonio gay. O dove è stata abolita la "Festa del papà" per non creare, si è detto, discriminazioni. Il principio che vorremmo fosse salvaguardato è questo: non vorremmo che una legge condivisibile, nata con l’intento di proteggere delle persone dalla discriminazione e dalla violenza, finisca per discriminare altre persone che su questioni attinenti alla morale sessuale hanno delle idee diverse dalle prime.