Attualità

ALLEANZE ALLA PROVA. Bersani e Vendola tentano Casini

Roberta D'Angelo giovedì 2 agosto 2012
"C'è lavoro da fare». Pier Luigi Bersani mette la prima pietra del suo centrosinistra e sancisce l’alleanza con Nichi Vendola in vista delle politiche del 2013. Ma per ora all’orizzonte ci sono «prospettive positive», ammette, e non certezze, per un accordo che si allarghi anche all’Udc. Un patto di legislatura su cui il segretario del Pd e Pier Ferdinando Casini hanno già più volte ragionato, ma che potrebbe andare in fumo per le distanze rimarcate da Sel rispetto ai centristi. Così, Bersani si mostra soddisfatto e tuttavia consapevole di aver raggiunto per ora un grande obiettivo, ma solo parziale. Nel grande obiettivo però, il segretario democratico mette in conto l’aver lasciato all’angolo Antonio Di Pietro.Insomma, il segretario del Pd inizia la propria marcia verso Palazzo Chigi, accetta la sfida delle primarie confermata da Vendola, non esclude la sfida con Matteo Renzi, ma per ora il compito principale resta quello di mediare tra una sinistra spinta dalla base a non schierarsi con i moderati e una Udc molto prudente di fronte alle parole del governatore della Puglia. Vendola, infatti, appare visibilmente soddisfatto dell’esito del lungo colloquio. Lancia addirittura uno slogan per il «"Polo della speranza"», un «titolo» – come lo definisce Bersani – che pare avere poche chance. «È necessario costruire una coalizione larga, plurale», spiega il leader di Sel al termine dell’incontro. «Io non esercito diritti di veto». Anzi, dice, il centrosinistra «non deve aver paura di portare con sé chi può arricchire il suo orizzonte se l’agenda ha al centro i diritti sociali e civili». Centrosinistra che perciò non può comprendere «la destra di Fini», precisa.E però i diritti di cui parla Vendola fanno tirare un sospiro di sollievo all’ala sinistra di Sel e alla base, ma creano un forte allarme nell’Udc. Il governatore mette in chiaro che la coalizione dovrà «proporre un salto radicale dal punto di vista delle coppie gay e delle coppie di fatto». Occorre «stracciare le leggi che hanno imposto un destino di precarietà a intere generazioni», ovvero «superare la legge 30, avere il coraggio di ridiscutere l’organizzazione della previdenza sociale» ma anche rivedere la legge 40.Una doccia fredda per l’Udc, che da mesi tesse la delicata tela con il Pd. «È chiaro che noi abbiamo altre prospettive e altre priorità», replica Roberto Rao. L’Udc, spiega, guarda con interesse a Bersani che «sta ristabilendo gli equilibri nel centrosinistra» e insieme a Casini sta «facendo chiarezza dopo anni di confusione e temi strumentalizzati ad arte». Perciò, secondo Rao, «avventurarsi in polemiche ora sarebbe un danno per tutti». Anche perché, incalza Paola Binetti, «con Vendola possiamo dialogare sulla lotta alla disoccupazione, sui giovani: la sinistra ha una sensibilità sui temi del sociale su cui ci si può trovare». Mettere «sul piatto temi etici sa di strumentale» e sta a Bersani «mediare».Il leader pd non perde tempo e in serata spiega che il centrosinistra non deve essere «settario, chiuso» non deve «ritenersi autosufficiente dentro la crisi più lunga e grave che abbiamo mai avuto». In sintesi, «non si tratta di fare matrimoni o di giocare a risiko, ma il tema è più di fondo. Facciamo uno patto sociale e mettiamo un po’ di civiltà». Bersani, dunque, è convinto che nel 2013 ci sarà un governo politico in cui il Pd farà la parte del leone. Per ora non si parla di lista unica, ma si attende la legge elettorale.Resta aperto il capitolo Di Pietro. Il governatore della Puglia prende le distanze. «Di Pietro non sta dimostrando molto interesse» per una prospettiva di governo, dice. «Il suo atteggiamento è prevalentemente da polemista». Poi però aggiunge che «sarebbe un dolore per me se nel centrosinistra non ci fosse l’Idv del mio amico Di Pietro». Non la pensa così Bersani, che tende a chiudere: «L’Idv ha fatto la sua scelta da un po’ di tempo, ha scelto un’altra strada».Il leader di Idv, però, torna a Vasto e spera di vedere sullo stesso palco ancora Vendola e Bersani. Ma il suo partito si spacca. il capogruppo Massimo Donadi accusa l’ex pm di aver caldeggiato l’alleanza con Grillo e condivide l’analisi degli ex alleati. «Mi auguro che Di Pietro chieda al più presto un incontro con Bersani e Vendola».