Attualità

GOVERNO IN BILICO. Crisi, Berlusconi "silenzia" i suoi Ma la Borsa precipita

lunedì 26 agosto 2013

Silvio Berlusconi cerca di mettere freno allo scontro dentro il Pdl affermando che, nell'attuale fase difficile dell'Italia, il partito non deve prestare il fianco a strumentalizzazioni giornalistiche abbandonandosi a polemiche interne. Dopo l'acceso dibattito delle ultime ore, diventa così ufficialmente il Pdl il fulcro della crisi virtuale nella quale il governo di Enrico Letta si trova da alcuni giorni.Berlusconi ha diramato una nota ufficiale per rivolgersi agli esponenti del suo partito, chiedendo loro il silenzio stampa dopo le numerose dichiarazioni e interviste che sono apparse sui media, spesso segnate da contrasti tra le diverse anime del Pdl.In attesa di un nuovo vertice oggi fra Letta e il vicepremier e segretario del Pdl Angelino Alfano - prima del Consiglio dei ministri di questo pomeriggio - la giornata si era aperta con il segretario del Pd Guglielmo Epifani che aveva respinto i "ricatti" sul voto in giunta al Senato sulla decadenza di Berlusconi. Allo stesso tempo però l'ex ministro di centrodestra Mariastella Gelmini aveva apprezzato le aperture di Luciano Violante (Pd) sulla necessità di approfondimenti prima della decisione sulla decadenza.Ma è soprattutto la violenza delle polemiche interne al centrodestra, le notizie di possibili rotture, specie dopo le dichiarazioni roventi di Daniela Santanché, a movimentare il quadro politico e renderlo ancora più precario.

BERLUSCONI INVITA AL SILENZIO STAMPAE su questo è intervenuta la nota del Cavaliere. "In questa situazione di difficoltà per il nostro Paese e di confronto tra le forze politiche, il dibattito all'interno del Popolo della Libertà, che nasce come chiaro segnale di democrazia, viene sempre più spesso alimentato, forzato e strumentalizzato dagli organi di stampa", scrive Berlusconi. "Perciò, invito tutti a non fornire con dichiarazioni e interviste altre occasioni a questa manipolazione continua che alimenta le polemiche e nuoce a quella coesione interna, attorno ai nostri ideali e ai nostri valori, che è sempre stata ed è il tratto distintivo del nostro movimento", prosegue la nota.
I DUBBI DELLE COLOMBE PIDIELLINEDopo il duro comunicato al termine delle quattro ore di vertice ad Arcore sabato scorso, che era sembrato un ultimatum al governo e un passo deciso verso la rottura e le elezioni anticipate, il barometro è tornato in queste ore a segnare incertezza, senza soluzioni chiare. "Sulla rottura ci sono molti dubbi. Andiamo al voto, poi? Ci troveremmo a parti invertite col Pd nella stessa situazione di oggi con la responsabilità sulle nostre spalle di una situazione ingestibile", dice a Reuters un parlamentare moderato Pdl.E aggiunge: "Sul vertice di sabato c'è stato un difetto di comunicazione: i falchi l'avevano caricato di una aspettativa molto forte, recuperata in parte nelle ore seguenti. Sarebbe una pazzia spaccare tutto e andare a votare, senza considerare l'incertezza sull'esito di una rottura generato dalle decisioni che potrebbe prendere in quel caso. Per ora c'è un'accelerazione verso la crisi, ma tutti sono obbligati a cercare e trovare un punto di equilibrio. Vedremo".LETTA: UNA CRISI ORA SAREBBE UNA FOLLIACon il governo sull'orlo dell'implosione il premier Enrico Letta domenica è volato a Kabul in una missione-lampo per ringraziare i circa tremila militari italiani da dodici anni impegnati in Afghanistan. E dà l'esempio di un' "Italia che funziona", offerto dai soldati italiani, il premier trae una diagnosi amara e una convinzione: "Purtroppo in Italia il nostro peggior difetto è l'autolesionismo ma io torno ancora più determinato di prima a lavorare perché il buon senso prevalga; buttare al mare tutto in questo momento sarebbe una follia", è l'appello con cui Letta decide di rispondere ai nuovi ultimatum del Pdl.Il presidente del Consiglio non ha intenzione né di gettare la spugna né di venire incontro ai diktat del Pdl e, per ora, nemmeno di pensare a scenari futuri di nuove maggioranze perché "il tema oggi è andare avanti con questa".Sarà stato l'impegno descritto dagli Alpini della Brigata Julia, ora a capo del contingente internazionale Isaf della base di Herat, per cercare di far uscire l'Afghanistan dalla guerra e dall'emergenza. Oppure la riconoscenza con il cui il presidente afgano Hamid Karzai ha accolto la conferma che, con organici ridotti e compiti di solo addestramento, "l'Italia non lascerà soli - ha garantito Letta - gli afgani" anche dopo la fine della missione nel 2014. Fatto sta che il presidente del Consiglio si mostra determinato nel provare ad andare avanti: "Non bisogna andare alla crisi di governo e alle elezioni ma lavorare alla giusta soluzione in un quadro complesso".Letta non dispera che alla fine Berlusconi e il Pdl facciano prevalere il buon senso e salvino le larghe intese, trovando una via per l'agibilità politica del Cavaliere secondo le indicazioni del capo dello Stato Giorgio Napolitano. E non si sente affatto un premier di transizione o peggio senza futuro, secondo il giudizio poco lusinghiero di Massimo D'Alema. "Ho visto che ha chiarito...", si limita a replicare gelido il premier ai giornalisti che gli chiedono una valutazione sulle parole dell'ex ministro degli Esteri.IL GOVERNO TREMA, LA BORSA PRECIPITA
Scivola Piazza Affari sull'onda dei timori per la tenuta del governo Letta, dopo il vertice del Pdl tenutosi sabato. Il Ftse Mib cede il 2,1% a fine giornata, Milano risulta la peggiore dei listini europei. Mediaset ha perso il 6%. Cattive notizie anche dallo spread btp-bund, che risale e tocca quota 250 punti base.