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POLITICA. Berlusconi: «Un piano dei giudici per far cadere il governo»

Danilo Paolini giovedì 26 novembre 2009
Dritti alla meta, rappresentata dalla riforma organica della giustizia, dal processo breve e dalla versione costituzionale del Lodo Alfano. Il tono del premier all’ufficio di presidenza del Pdl è ultimativo: «Il partito decide a maggioranza, chi non si adegua è fuori». Una linea che vale per la giustizia come per le riforme istituzionali, per le candidature alle regionali, per le politiche sull’immigrazione. Silvio Berlusconi parla al suo stato maggiore come fa un generale alla vigilia di una battaglia decisiva. Non dice, assicura l’ufficio stampa, che siamo «sull’orlo di una guerra civile», come invece riporta qualche agenzia. Il conflitto però è nelle cose. Non voluto da lui, ma da chi ha sferrato l’attacco per «far cadere il governo». In primo luogo quella parte di magistratura che «ha preso una deriva eversiva» e lo sta sottoponendo a un’autentica «persecuzione giudiziaria che rischia di dividere il Paese».Le prove sono davanti agli occhi di tutti, continua il premier: i processi Mills e Mediaset in corso a Milano, le voci su un avviso di garanzia in arrivo dalla Sicilia per concorso esterno in associazione mafiosa, la richiesta di arresto per il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, le accuse del "pentito" Spatuzza al presidente del Senato Schifani, «i processi al governo e alla maggioranza che vanno in onda ogni giorno sulla Rai e che devono finire».L’atteso vertice del partito del presidente del Consiglio sul tema spinoso della giustizia si trasforma così, prima di tutto, in un richiamo alla compattezza. Il Cavaliere chiede ai suoi di accantonare ogni divisione interna per salvare le sorti dell’esecutivo. O fuori o dentro, o di qua o di là. Non c’è spazio per il dialogo, se un gruppo di giudici ha deciso di ribaltare la scelta del popolo. L’invito è pienamente accolto, a giudicare dall’approvazione unanime di un documento che dà ufficialità allo sfogo del premier: «Anche il corso dell’attuale legislatura è stato turbato dall’azione di una parte tanto esigua quanto dannosa della magistratura, dimentica del proprio ruolo di imparzialità. Si tratta di una questione che è giunta a intaccare la natura stessa della democrazia, fondata su un corretto e giusto equilibrio fra i diversi poteri e ordini dello Stato». Un equilibrio, si legge ancora nel testo, che «è completamente saltato» dopo Tangentopoli, con la magistratura che «ha finito per acquisire un peso abnorme nella vita democratica» e «il potere politico fondato sulla sovranità popolare» che «rischia di apparire impotente».È un problema «che non riguarda una sola persona o un solo partito». Ecco perché, prosegue il documento, «il Pdl ritiene urgente una riforma della giustizia» nel segno «dell’equilibrio» e «della reciproca autonomia e indipendenza» dei poteri. Ugualmente necessaria è «una legge che ponga un limite alla durata indefinita dei processi». Del resto, il Guardasigilli Angelino Alfano aveva già chiarito: «Sul processo breve andremo avanti fino in fondo». Ma lo stesso Berlusconi assicura «massima disponibilità» ai possibili «miglioramenti» del testo. Infine, il Pdl decide di puntare ancora sul "Lodo Alfano" per la sospensione dei procedimenti penali alle prime quattro cariche dello Stato. Stavolta, la legge sarà di rango costituzionale e – sottolinea Ignazio La Russa – «terrà in debito conto i rilievi della Corte costituzionale», per scongiurare una nuova bocciatura.«Gravemente allarmata» dall’esito del vertice del Pdl, la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro assicura l’impegno del suo partito «a difendere la democrazia italiana e a mantenerne vive le istituzioni». Contro «la parossistica tensione che anima il premier», perché «un grande Paese in difficoltà non si governa con irresponsabili isterismi». Il segretario Pierluigi Bersani se la prende invece ancora col processo breve: «Per piantare un quadro vogliono buttare giù la casa». Mentre per Felice Belisario (Idv), «Berlusconi cerca d’incendiare il già difficile clima politico con affermazioni irresponsabili».