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DECADENZA DEL CAVALIERE. Berlusconi: atti a Consulta e stop giudizio in attesa Corte Ue

sabato 28 settembre 2013
​Inviare gli atti alla Corte Costituzionale, così che si pronunci sulla Legge Severino, e sospendere il giudizio fino alla decisione della Corte europea dei diritti dell'Uomo. Sono le due richieste che Silvio Berlusconi ha fatto alla Giunta per le elezioni nella memoria difensiva depositata oggi."Come è noto a codesta giunta", si legge, "in data 7 settembre 2013 è stata depositata avanti la Corte europea dei diritti dell'Uomo" un ricorso contro la legge Severino. "Da fonti della Corte, recepite da numerose agenzie di stampa, si è appreso che la decisione, vista la delicatezza della questione, dovrebbe avvenire in tempi assai ravvicinati, ovvero nell'ordine di pochi mesi. Appare necessario, quindi, tenendo conto anche degli effetti della declaratoria di decadenza, che si sospenda il giudizio in attesa della decisione della Corte europea", ha aggiunto. Berlusconi chiede inoltre la ricusazione di dieci membri della stessa Giunta. "È fatto notorio che la quasi totalità dei componenti" della Giunta per le autorizzazioni del Senato, "e ciò che è ancor più grave in particolar modo proprio il relatore, hanno già ampiamente anticipato il proprio parere sull'esito del giudizio che andranno a esprimere nella camera di Consiglio". È quanto scrive Silvio Berlusconi nella memoria, con la quale chiede le dimissioni di dieci membri della Giunta: tutti senatori di Pd, Sel e M5s. Berlusconi porta alcuni esempi: "Il senatore Casson (Pd) non solo già anticipava che voterà per la decadenza, ma negava il ruolo di terzietà della Giunta", elenca il Cav. "Addirittura il Movimento 5 Stelle ha prospettato più volte una posizione comune di tutto il gruppo a favore della immediata decadenza, sottolineando quindi trattarsi di una decisione politica". E ancora, vengono citati Pezzopane (Pd) e Pagliari (Pd). Berlusconi si appella al giusto processo, visto il carattere "giurisdizionale" della Giunta, e osserva che "in linea astratta" anche chi si sia espresso in suo favore viola il principio di terzietà. Ma "è evidente", scrive, che altri e non lui hanno eventualmente interesse a rilevarlo.Poiché non è possibile sostituire i membri della Giunta, Berlusconi chiede dunque le dimissioni dei componenti "che hanno già espresso il proprio convincimento, in particolare i senatori Stefano (Sel), Pezzopane (Pd), Buccarella (M5S), Casson (Pd), Crimi (M5S), Cucca (Pd), Fuksia (M5S), Giarrusso (M5S), Pagliari (Pd), Moscardelli (Pd)". Il passo indietro permetterebbe, sottolinea, "la formazione di un collegio giudicante quantomeno apparentemente imparziale". "In via subordinata", la soluzione proposta è la sospensione del giudizio sulla decadenza e l'invio degli atti "alla Giunta per il regolamento" del Senato, perché "si provveda a regolamentare la possibilità di astensione e ricusazione nonché di sostituzione ai fini di un giusto processo".