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IL GIORNO DOPO. Bersani: Grillo dica cosa vuole fare. Il Pdl: così nessun futuro

Annalisa Guglielmino martedì 26 febbraio 2013
«Abbiamo visto le dichiarazioni di Bersani riguardo il futuro del nostro paese e del governo e non abbiamo riscontrato né futuro né governo». Un intervento breve e duro davanti ai microfoni. Il segretario del Pdl Angelino Alfano ha replicato così al commento post voto di Pierluigi Bersani. «Si tratta di dichiarazioni in puro stile politichese. Non c'è nessuna porta da chiudere perchè nessuno a Bersani ha chiesto di aprirla. Se vuole collaborare con i grillini faccia pure. Vediamo dove porteranno il Paese». «Non abbiamo sentito la parola tasse e qualunque sia la nostra funzione nel Parlamento ci batteremo per i temi della nostra campagna elettorale - ha aggiunto Alfano -: un disegno di legge sula cancellazione  Imu, rimborso Imu 2012 e una politiica di incentivi sulle assunzioni basata su zero tasse per chi assume per i primi tre anni. Quelli restano i nostri impegni su cui faremo battaglia».BERSANI: LA PRIMA PAROLA TOCCA A NOI.Il silenzio è stato rotto alle 17. L'idea sul da farsi, per Bersani, dopo il risultato elettorale che non ha premiato il Pd è la seguente: «Noi dovremo consegnare le nostre impressioni al Presidente della Repubblica che si farà un'opinione e sarà lui a dire quale sarà l'iniziativa capace di consegnare un governo a questo passaggio difficile». La conferenza stampa del segretario è iniziata con un ammissione: «Nn abbiamo vinto anche se siamo primi». E con una precisazione: «La prima parola tocca a noi». «Saremo portatori efficaci di una proposta di cambiamento», ha aggiunto Bersani. «La nostra intenzione sarà di proporre alcuni punti fondamentali di cambiamento, un programma essenziale da rivolgere al Parlamento su alcuni temi: riforma della politica, nuova legge sui partiti, moralità pubblica e privata». Il voto non si può non commentare, e del resto le domande dei giornalisti lo incalzano. «Abbiamo visto la disaffezione - spiega Bersani - il distacco, il rifiuto della gente dalla politica, abbiamo cercato di reagire ma il problema ha nettamente sopravanzato le nostre ricette». Dunque? «La logica è quella di ribaltare uno schema. No a discorsi a tavolino sulle alleanze. Vediamo ciò che c'è da fare per cambiare e ciascuno si assuma le sue responsabilità». Con un appunto, inevitabile, alla legge elettorale. «In Francia un voto del genere avrebbe garantito la governabilità, da noi non è cosi. Si capirà da questo chi ha voluto impedire la riforma della legge elettorale, non certo noi». Sul vero vincitore della competizione elettorale, Bersani commenta: «Il Movimento 5 Stelle fin qui ha detto"tutti a casa". Adesso ci sono anche loro e o vanno a casa anche loro o dicono cosa vogliono fare per il loro Paese». Il fantasma di Renzi si palesa nelle domande della stampa. Come sarebbe andata a finire se il segretario fosse stato il giovane sindaco di Firenze? Ma su questo punto Bersani oppone la sua coscienza a posto: «Più che fare le primarie e far scegliere agli elettori non so cosa avrei potuto fare». Le dimissioni che qualcuno invoca? «Io non abbandono la nave», ripete Bersani per un paio di volte, ricordando anche il prossimo Congresso del partito. «Posso essere capitano o mozzo, ma non abbandono la nave».L'APERTURA DI BERLUSCONI«Ora bisogna riflettere per il bene dell'Italia. Qualcuno dovrà acconciarsi a fare qualche sacrificio, ma l'Italia non merita di non essere governata». Lo ha detto Silvio Berlusconi, nel suo unico intervento di oggi, alla telefonata di Belpietro. Incalzato sulla possibilità su un accordo con Pd, una risposta cauta: «Dobbiamo prendere tempo per riflettere tutti con grande responsabilità mettendo come punto centrale il bene dell'Italia». Alla domanda sulla possibilità di un rapido ritorno alle urne: «Non credo sia utile in questa situazione. Non ci sono -ha aggiunto Berlusconi - programmi su cui discutere. L'unico a portare avanti programmi in campagna elettorale sono stato io». Quanto all'ipotesi di intese con il centro montiano, il leader del Pdl sembra molto scettico: «Francamente non credo. Monti, puntando solo sull'austerità, ha messo l'Italia in una spirale recessiva, con risultati tutti negativi: è aumentato il debito, il problema della disoccupazione non è stato risolto e nell'anno di Monti hanno chiuso mille imprese al giorno».VERTICE PD, SI STUDIA PROPOSTAI vertici del Pd studiano una proposta. E, a quanto si apprende, l'unica strada che sarebbe stata esclusa è quella di un governissimo con Silvio Berlusconi. Il Cavaliere non dà garanzie di affidabilità e con lui non c'è  un terreno comune sul piano dell'azione di governo. Senza contare, che un accordo con il «giaguaro» avrebbe effetti devastanti sull'elettorato. Bersani ha riunito intorno a sé i fedelissimi per discutere la linea, prima di presentarsi oggi pomeriggio alle 17 per commentare il risultato elettorale.E GRILLO ORA CHIACCHIERA CON I GIORNALISTIIn un clima rilassato, Grillo si è uscito dalla sua villa di Sant'Ilario a Genova, per rispondere alle domande dei giornaliti. «Adesso faranno quello che c'era prima, ovvero il Pdl insieme al "Pd meno elle". Andranno avanti al massimo un anno. Tenteranno il governissimo. Noi lo impediremo»: Poi ha detto. «Andrò io alle consultazioni con Napolitano. Andrò da garante del Movimento, ma anche per soddisfazione personale...". Il leader del Movimento 5 Stelle ha anche esposto la sua «idea personalissima», per la presidenza della Repubblica: «Dario Fo, un nobel famoso nel mondo, è straordinario, è un ragazzo, ha una lucidità fantastica (l'interessato, poco dopo, ha ringraziato declinando: «Non ho le possibilità fisiche e psichiche»). Comunque, a scegliere il candidato per il Quirinale - ha sottolineato - sarà la base del movimento attraverso una consultazione online». Sulla presenza in Parlamento, «vedremo legge per legge, riforma per riforma, non siamo mica contro il mondo - ha spiegato Grillo -. Vedremo quando siamo dentro se ci saranno proposte che rientrano nel nostroprogramma». Una battuta, infine, sulla Tav, osteggiata nel programma M5S: «Se non ci sono soldi non si fanno le grandi opere, nè la Tav nè la Gronda».LE DIMISSIONI DI DI PIETRO Nella giornata di oggi sono arrivate anche le dimissioni, dopo la debacle elettorale, di Antonio Di Pietro da presidente dell'Italia dei valori. Lo ha comunicato una nota dell'Ufficio di presidenza nella quale si sottolinea che "all'indomani delle politiche 2013 si registra la bocciatura elettorale dell'esperienza Rivoluzione Civile" e alla luce delle irrevocabili dimissioni del Presidente si avvia una fase di gestione collegiale.