Attualità

IL FUTURO DEL GOVERNO. Berlusconi: allargare la maggioranza Casini: concorrere alle scelte del Paese

lunedì 20 dicembre 2010
Il voto di fiducia del 14 dicembre ha rafforzato il governo, ma ora se vogliamo fare le riforme dobbiamo allargare la maggioranza a tutti i moderati che non vogliono andare con la sinistra. Silvio Berlusconi, pranzando con gli eurodeputati del Pd, torna sul futuro della coalizione. Dopo aver snocciolato i sondaggi che, secondo quanto riferito dal alcuni presenti, danno il Pdl al 31% e Futuro e Libertà appena al 3,4%, a proposito del leader di Fli, Gianfranco Fini, il premier ha ribadito il giudizio espresso alcune sere fa sostenendo che l'attuale collocazione del presidente della Camera lo porta in un'area in cui non avrà il sostegno degli elettori e dunque è destinato a "sparire". «Basta litigi e basta risse», tuona Pier Ferdinando Casini, insistendo su quell'area di responsabilità nazionale che avrà un importante alleato nella società civile, ma non in politica, in Luca Cordero di Montezemolo. «Vorrei un presidente del Consiglio - aggiunge il leader dell'Udc - che non cercasse scorciatoie, ma guardasse in faccia la realtà, che si rapportasse a noi come Obama ha fatto con i Repubblicani. Loro hanno risposto "presente", noi risponderemo "presente"».«Non ci interessano le poltrone. Ci interessa il modello americano: concorrere dall'opposizione alle scelte del Paese» ha affermato al Tg3 il leader dell'Udc.BERLUSCONI, NAPOLITANO HA SPEZZATO LANCIA CONTINUIT«Il presidente Napolitano ha spezzato una lancia per la continuità e questo è in sintonia con quello che noi abbiamo ritenuto sia l'interesse del Paese». Così il premier Silvio Berlusconi commenta il discorso del capo dello Stato nell'incontro con le più alte cariche dello Stato». BERLUSCONI, ACCORDO ANM-FINIC'è un accordo tra Gianfranco Fini e Anm in base al quale il presidente della Camera non farà niente contro i magistrati e in cambio Fini e i suoi uomini «saranno protetti». È il ragionamento fatto da Silvio Berlusconi durante il pranzo con gli europarlamentari secondo quanto riferito da alcuni presenti. In questo quadro, secondo quanto riferito da diversi partecipanti, si inserisce, a detta del premier, lo stop alla riforma delle intercettazioni. «Oggi non ho fatto nessuna dichiarazione pubblica tranne quelle che sto facendo a voi», ha precisato Berlusconi ai giornalisti che gli chiedono sui rapporti tra il presidente della Camera e l'Anm.BERLUSCONI, DOVREMMO CAMBIARE IL NOMEPopolo della libertà è un nome che non ha avuto presa tra la gente tanto che molti ancora lo chiamano la Pdl, inoltre rischiamo di avere dei contenziosi con Flie per questo sarebbe un nome da cambiare. Con questo ragionamento Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito da alcuni presenti al pranzo con gli eurodeputati, ha ventilato l'idea di cambiare nome al partito.FINI, PATTO CON ANM? BARZELLETTA PREMIER«È una delle barzellette del vasto repertorio di Berlusconi». Così Gianfranco Fini avrebbe commentato con i suoi collaboratori le dichiarazioni trapelate dall'incontro con gli europarlamentari Pdl del premier Silvio Berlusconi, su un patto tra il leader di Fli e l'Anm per bloccare la riforma delle intercettazioni.FINI, RESTO FINO A FINE LEGISLATURA«Tranquillizzo tutti: fino a quando dura la legislatura continueremo a vederci per gli auguri di Natale». Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini durante il brindisi di Natale con i dipendenti di Montecitorio. «Le istituzioni restano, gli uomini passano, sono tutti pro tempore. E tutti dovrebbero ricordarsi che le istituzioni restano e gli uomini passano», ha spiegato Fini.FINI, POLITICA ASCOLTI TIMORE DEI GIOVANIÈ compito della «classe politica» occuparsi dei «giovani che oggi esprimono il timore per il domani. Tutto si può fare tranne che spegnere la speranza dei giovani in un avvenire migliore», ha detto il presidente della Camera incontrando i dipendenti di Montecitorio per gli auguri natalizi. «Noi tutti - sostiene il presidente della Camera - dobbiamo essere d'esempio per i nostri figli: se lo saremo renderemo piu' giusta la nostra democrazia».