Attualità

POLITICA E GIUSTIZIA. Belsito ascoltato dai pm calabresi

Nello Scavo giovedì 26 aprile 2012
​È il giorno di Francesco Belsito. L’ex tesoriere della Lega, oggi a Milano sarà ascoltato dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che lo accusano di riciclaggio, mentre dai pm del capoluogo lombardo è accusato di appropriazione indebita e truffa aggravata.A inizio settimana Belsito aveva incontrato i magistrati a cui avrebbe fornito una versione considerata "strana", a proposito del luogo nel quale custodiva oro e diamanti, poi riconsegnati da lui stesso al partito (i diamanti sono stati sequestrati ieri dalla Gdf). «Nessun mistero, ce li aveva in casa, ma non li hanno trovati perché nella perquisizione cercavano documenti», assicura il suo difensore, l’avvocato Alessandro Vaccaro.Già nelle intercettazioni la responsabile amministrativa del Carroccio, Nadia Dagrada «parla chiaramente – riassumono gli investigatori in una informativa – del "nero" che Bossi dava tempo fa al partito». Poi ci sono le analisi sui flussi di denaro che Belsito avrebbe talvolta versato sui conti della Lega soldi «in misura superiore ai redditi da lui percepiti». Cone il maxiprelevamento del dicembre 2010 nel quale l’allora cassiere del Carroccio prelevò dal suo conto  95 mila euro. Motivazione: «Alimentare la cassa del partito».L’attenzione degli inquirenti è ancora rivolta agli investimenti in diamanti (100 mila euro per l’ex tesoriere; oltre ai 300 mila euro spesi da Stiffoni e Rosi Mauro). Un modo piuttosto originale, secondo gli investigatori, per immobilizzare capitali, dato che per quelle pietre non c’è praticamente mercato ed è quasi impossibile rivenderle. Piergiorgio Stiffoni, che era uno dei tre membri del comitato amministrativo, è già stato ascoltato dagli inquirenti di Milano. Le risposte date dall’esponente leghista, e in particolare riguardo ad alcuni movimenti sui suoi conti, non avrebbero convinto del tutto i magistrati.Se da un lato Stiffoni ha chiarito che quello in diamanti è stato un investimento personale, gli inquirenti vogliono approfondire altri movimenti «sospetti» che potrebbero riguardarlo.Dalle carte in mano alla Procura, tra l’altro, risulta che la Lega oltre ad aver ottenuto 18 milioni di euro di rimborsi elettorali nel 2011 (sulla base, secondo l’accusa, di un rendiconto «falso»), ha ricevuto dallo Stato nello stesso anno circa 8 milioni di euro come spese relative al suo gruppo alla Camera e circa 6 milioni per quelle che riguardano il gruppo del Senato. A quanto risulta agli inquirenti, sarebbe stato proprio il senatore Stiffoni a gestire parte di queste ultime somme.