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Intervista. Bellanova: ho chiesto le carte del Recovery plan, non ho ricevuto una riga

Marco Iasevoli sabato 5 dicembre 2020

Teresa Bellanovra, ministra dell'Agricoltura

Teresa Bellanova, ministra dell’Agricoltura e combattiva capodelegazione di Italia Viva: domani c’è il Cdm sul Recovery Fund, Conte ha accennato a 60 progetti selezionati... Ma quindi sono definiti? Quali sono quelli del suo ministero?

Rispondo con un solo «no». Conosco con esattezza il lavoro fatto insieme ai miei uffici e quello dei miei uffici nell’ambito del Ciae (Comitato interministeriale per gli affari europei, ndr). Conosco i motivi per cui fin dal primo momento abbiamo detto che il Piano nazionale di ripresa e resilienza deve avere un cuore agricolo, sottolineando l’assoluta coincidenza tra strategicità della filiera agroalimentare e interesse nazionale. So perché abbiamo indicato l’opportunità, nell’impianto generale, di dare priorità ai progetti esecutivi, considerata la necessità di impegnare il 70 per cento delle risorse entro i primi due anni. So che dobbiamo impedire ulteriore consumo di suolo e perché privilegiare quei progetti che, oltre ad essere allineati agli obiettivi europei, comportino investimenti in mezzi e tecnologie italiane, unica condizione in grado di incrementare reddito e occupazione in modo duraturo. Per il resto leggo, come tutti, le interviste rilasciate dal presidente Conte. Al momento non so altro, se non che la qualità dell’azione di governo non si risolve con le dichiarazioni.

Lei quindi non sa quali progetti discuterete?

Non li so io e immagino non li sappia nessuno. Non so se altri ministri abbiano la mappa completa dei progetti. Nel primo caso è grave. Nel secondo sarebbe gravissimo. Non ci può essere una maggioranza della maggioranza.

Anche la governance è un nodo: Renzi ha detto Iv non approverà in Parlamento alcuna task force... È un conflitto permanente?

Non lo deve chiedere a me che considero sacre parole come "pari dignità" e "collegialità" tra le forze di maggioranza. Nessuno può chiederci di approvare provvedimenti al buio. Da una settimana chiedo le carte per poter orientare la valutazione, mia e del mio gruppo politico. Non ho ricevuto neanche un rigo. Non si può sempre forzare oltre il consentito.

Conte ha indicato la necessità della piena efficienza. Come si raggiunge?

Qualità dei progetti e dell’attuazione, capacità di spesa. Sono convinta che nel mio ministero e credo, alla luce della mia esperienza, anche nelle altre amministrazioni, ci siano grandi competenze, che devono essere coinvolte appieno piuttosto che sostituite. È necessario appoggiarsi a strutture amministrative, evidentemente da potenziare, e a procedure già rodate, che andrebbero semplificate introducendo il giusto livello di innovazione che questo strumento straordinario richiede, anche con le opportune integrazioni di risorse umane e strumentali. Da integrare nell’organizzazione amministrativa e non come assistenza tecnica. Non abbiamo bisogno di un consulentificio ma di dirigenti che assumano la responsabilità di firmare gli atti.

L’altro nodo è il Mes: previsioni su mercoledì?

Italia Viva voterà sì. Di altri non rispondo. Mercoledì daremo prova della nostra affidabilità a livello internazionale e non solo. Il punto è semplice: siamo con i Paesi fondatori della Ue o con un nazionalista come Orbàn? Su questo si misura la capacità di ognuno ad esercitare la leadership.

Lo scenario del no al Mes porterebbe a una crisi. Ma c’è anche uno scenario misto, con una maggioranza ammaccata. Cosa accadrebbe?

Aspettiamo di vedere cosa accade il 9. Sarei molto attenta, in ogni caso, a pensare l’autosufficienza in termini esclusivamente numerici. Qualità della proposta politica e qualità dell’azione di governo si tengono. I tavoli di verifica hanno questa funzione.

Ma questa maggioranza, o una maggioranza simile a questa allargata "al centro", potrebbe sussistere con un altro premier?

Non faccio il gioco della torre né posso arrogarmi decisioni che sono solo ed esclusivamente in capo al presidente Mattarella. Questa maggioranza è nata in Parlamento con un obiettivo preciso e io mi sento vincolata ad una sola responsabilità: il Paese viene prima di ogni interesse particolare.