Attualità

Milano. Bando moschee a Milano, aperte le buste

Daniela Fassini martedì 4 agosto 2015
Dopo tante polemiche e molti rinvii, ieri sono state aperte le buste per l’assegnazione delle tre aree da destinare ad altrettanti luoghi di culto. A guidare la classifica provvisoria dei tre spazi (via Sant’Elia - ex-Palasharp, via Marignano e la palazzina dei servizi pubblici di via Esterle) sono tre associazioni religiose di culto islamico. Ma saranno solo due le moschee: perchè il regolamento del bando prevede che per ogni confessione religiosa non potranno essere assegnati non più di due immobili. E a scontare la regola potrebbe essere il Centro islamico di Segrate, primo nella graduatoria provvisoria per lo spazio di via Marignano che con un punteggio di 63.5 dovrebbe lasciare il posto alla chiesa evengelica Shalom Gospel Church di via Segrate. Anche per via Esterle, la situazione è complicata: l’associazione musulmana del Bangladesh che guida la graduatoria provvisoria per l’acquisizione dell’area ex-bagni pubblici, potrebbe essere estromessa per un contenzioso in essere con il Comune, per quanto riguarda lo spazio attualmente occupato in via Settembrini. In via Esterle potrebbe così realizzare una propria moschea la Casa della cultura musulmana di via Padova 144, seconda in graduatoria con un punteggio di 59 punti. E se da una parte il Caim festeggia, per essersi aggiudicato lo spazio dell’ex Palasharp con un rialzo del 200% sulla base d’asta del bando, dall’altra il percorso per la realizzazione di quella che vorrebbe essere la moschea più grande d’Europa a firma dell’archistar Italo Rota, è ancora tutto in salita. Anche in questro caso il condizionale è d’obbligo. L’attuale graduatoria è infatti solo provvisoria e oltre al passaggio dei controlli formali sulle autocertificazioni, è previsto anche un’istruttoria della prefettura (per far luce sui finanziamenti che sostengono i progetti). Bisognerà attendere quindi queste verifiche prima della graduatoria definitiva, fra un mese circa. Poi è previsto anche un passaggio in consiglio comunale. L’aula di Palazzo Marino dovrà infatti pronunciarsi sulla variazione di destinazione d’uso delle tre aree messe a bando. Quella dell’ex Palasharp in particolare è infatti destinata a uso sportivo. E le opposizioni hanno già preannunciato un duro ostruzionismo. Poi rimane anche il grande scoglio della legge regionale. Quella cosidetta "anti-moschee", con norme urbanistiche molto restrittive, impugnata dal governo e al vaglio della Corte costituzionale. Senza contare i possibili ed eventuali ricorsi - che si potranno fare però solo a graduatoria definitiva - già annunciati dalla Lega Nord. Insomma i nodi da sciogliere restano tanti e la strada è ancora tutta in salita. La scheda - Il bando della discordia Annunciato un anno fa, il Comune assegna il bando per i nuovi luoghi di culto a gennaio 2015. Si tratta di due aree edificabili e un immobile: l’area di via Marignano (3.400 mq), l’area di via Sant’Elia - ex Palasharp (5.000 mq), e gli ex bagni pubblici di via Esterle (1.492 mq). Ieri la Commissione di valutazione ha provveduto a stilare la graduatoria provvisoria - che è il risultato della somma del punteggio relativo alla offerta tecnica (i progetti) e alla offerta economica - per ognuno dei tre lotti. La graduatoria ha carattere provvisorio. Gli Uffici comunali procederanno ai controlli di rito tra cui la verifica dell’assenza di contenziosi con l’Amministrazione comunale e il possesso dei requisiti generali per la contrattazione con la Pubblica amministrazione. Superati positivamente questi controlli la graduatoria sarà resa definitiva. Al bando hanno risposto sette enti: cinque di religione islamica, due cristiano-evangelica. Nove le proposte pervenute (il Centro islamico che fa capo al Caim ha presentato una proposta per ciascun lotto).