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Bagnasco: famiglie lasciate sole È il tempo di politiche concrete

DIEGO ANDREATTA sabato 5 dicembre 2015
RIVADELGARDA «Servono politiche familiari concrete e puntuali, incisive, che non si perdano in troppe distinzioni inconcludenti e in difficoltà applicative». Ha scelto l’appassionata platea della quarta edizione del Festival della Famiglia il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei per un richiamo deciso a quanti dovrebbero operare per il benessere familiare. Un appello legato all’urgenza di «uno sguardo educativo, quello che fa sentire l’altro visibile, prezioso, meritevole di un’attenzione tenera ed esigente». E sull’urgenza educativa, sottolineata anche dall’arcivescovo di Trento, Luigi Bressan, nella sua riflessione biblica, era incentrato il tema del Festival promosso dall’Agenzia provinciale della Famiglia di Trento e dalla Presidenza del Consiglio: «Comunità educanti per il benessere sociale e la competitività dei territori». «Queste politiche che non lascino sola la famiglia ancora non le vediamo, pertanto le invochiamo. E questo può essere un tempo propizio», ha aggiunto Bagnasco ribadendo a proposito delle polemiche sul ddl Cirinnà che la Chiesa «sostiene la famiglia formata da un uomo e una donna, basata sul patto matrimoniale ». «Per essere padri e madri – ha precisato durante la sua relazione – non basta saper generare, è necessaria stabilità interiore, bisogna essere radicati in se stessi». Il presidente della Cei, intervenuto nel pomeriggio davanti a una platea formata anche da molti studenti delle superiori (mentre i bambini giocavano con i genitori nel padiglione attiguo al convegno), era stato anticipato dal messaggio inviato al mattino a Riva del Garda dal presidente della Repubblica. «Investire sulle politiche familiari – ha scritto Sergio Mattarella – significa investire sul futuro, sui giovani, sulle donne e su una loro maggiore partecipazione al mercato del lavoro». Secondo il capo dello Stato, «dove le famiglie sono sostenute si realizzano le condizioni per una più equilibrata crescita dell’intera società, anche con un andamento positivo del tasso di natalità, a conferma della centralità che una politica della famiglia riveste per il Paese. Il sostegno alle famiglie genera fiducia». Di benessere relazionale aveva parlato anche l’economista Leonardo Becchetti, che ha definito vincente l’investimento sulla famiglia, mentre il sottosegretario alle politiche familiari Franca Biondelli ha indicato come esemplare il modello trentino fondato su 15 distretti 'amici della famiglia'. La Provincia di Trento, con il presidente Ugo Rossi e il direttore dell’Agenzia della Famiglia Luciano Malfer, hanno illustrato i lavoro di tessitura che ha visto come 'ragni' in reciproco rapporto varie realtà del privato sociale e degli enti locali. In questo spirito si muovono Comuni come quello sardo di Alghero – ne ha parlato il sindaco Mario Bruno – che hanno scoperto la redditività dell’attenzione alla famiglia anche in chiave turistica. Incisivo anche il lavoro condotto a Messina dalle cooperative per l’inclusione sociale delle famiglie più deboli e insidiate dalla mafia, raccontato da Salvatore Rizzo. Un impegno diretto è stato perseguito anche dalle regioni Lazio e Veneto, che chiedono però al governo un’attenzione più incisiva dopo le misure parziali previste nel Jobs Act. Dopo il primo messaggio (videoregistrato) al Festival di Gianluigi De Palo, neopresidente del Forum delle Associazioni nazionali («l’attenzione alla famiglia come l’arte possono rappresentare una grande possibilità per il Paese»), si è alzata anche la voce dei presidenti delle Famiglie numerose, Raffaella e Giuseppe Butturini: «Smettiamola di lavorare per la famiglia, lo si faccia con la famiglia». Una notizia incoraggiante, a conclusione dei lavori, dalla Regione Trentino Alto Adige. «Dal fondo ricavato con la restituzione dei vitalizi degli ex consiglieri – ha detto l’assessore competente, Violetta Plotegher – abbiamo stanziato 29 milioni per le famiglie e i lavoratori in difficoltà». © RIPRODUZIONE RISERVATA