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Migrazioni. Rifugiati, aumenta l'accoglienza dei Comuni. Ma più al Sud che al Nord

Antonio Maria Mira lunedì 26 giugno 2017

Ansa

Cresce l’accoglienza dei rifugiati nei comuni. Nel 2016 i progetti finanziati dal Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (FNPSA), che costituiscono la rete dello Sprar, sono stati 652 rendendo disponibili 26.012 posti in accoglienza per circa mille enti locali complessivamente coinvolti nell’accoglienza. Nel 2015 i posti disponibili erano stati 21.613. I beneficiari accolti nei progetti Spar sono stati 34.528, anche in questo caso in aumento rispetto ai 29.698 dell’anno precedente.

È quanto emerge dal nuovo “Atlante Sprar 2016” che fa il punto non solo sui dati relativi alle persone in accoglienza, ai servizi offerti e alle strutture rese disponibili, ma anche sull’analisi delle circa 500 iniziative di successo dei progetti Sprar. Sicilia e Lazio restano le due regioni in cui si registra il maggior numero di persone in accoglienza (oltre il 19%, rispetto al 20,1 e al 22,4 del 2015) seguite da Calabria (10% in aumento), Puglia (9,7%), Lombardia (6,2% rispetto al 5 del 2015). Lontane Veneto (2,1%), Liguria (1,9%), Friuli Venezia Giulia (1,8%).

Delle oltre 34mila persone in accoglienza nello Sprar, il 47,3% è richiedente protezione internazionale, il 28,3% titolare di protezione umanitaria, il 14,8% titolare di protezione sussidiaria, mentre il 9,6% ha lo status di rifugiato.

Nigeria (16,4%), Gambia (12,9%) e Pakistan (11,7%), in linea con lo scorso anno, sono le tre nazionalità maggiormente rappresentate tra le persone in accoglienza. Le prime due in aumento rispetto al 2015. Seguono Mali (9,3%), Afghanistan (8,7%), Senegal (6,3%). Ancora più forte l’aumento dell’accoglienza per i minori non accompagnati passati da 977 posti del 2015 a 2.039, rendendo possibile l’accoglienza complessiva di 2.898 minori a fronte dei 1.640 dell’anno precedente.


«Nel 2016 - ha detto durante la conferenza stampa di presentazione il sindaco di Prato e delegato Anci all’immigrazione, Matteo Biffoni - sono stati fatti grandi passi in avanti verso un sistema di accoglienza sostenibile e diffuso sul territorio, puntando all’allargamento della rete dei Comuni dello Sprar. Siamo partiti da un dato di fatto: l’esigenza di dare una risposta al disagio dei sindaci e delle comunità rispetto ad un’accoglienza spesso disordinata, in strutture alberghiere che allarma le comunità. I primi risultati cominciano ad arrivare grazie ai progetti presentati questa primavera e ai molti Comuni che hanno già deliberato l’adesione e stanno procedendo a presentare domanda allo Sprar».