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Lavoro. Assegno di ricollocamento per 30mila disoccupati: ecco come funziona

Redazione Internet giovedì 16 marzo 2017

Al via l'assegno di ricollocazione per 30mila disoccupati. Le prime lettere per i beneficiari saranno spedite nei prossimi giorni dall'Anpal, la nuova Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro. Il premier Paolo Gentiloni ha spiegato che entro l'estate saranno 300mila i disoccupati beneficiari del provvedimento. "A pochi giorni dal quindicesimo anniversario del barbaro assassinio di Marco Biagi è doveroso ricordare il suo messaggio lungimirante sulle politiche attive del lavoro, che prevedono non solo la tutela dei posti di lavoro ma l'assistenza e l'accompagnamento del lavoratore da parte dello Stato" ha detto il presidente del Consiglio.

Che cos'è l'assegno di ricollocazione? Si tratta di uno strumento che punta ad aiutare le persone disoccupate nella ricerca di un lavoro, offrendo un servizio personalizzato e intensivo di assistenza presso i centri per l'impiego o operatori autorizzati. Può essere richiesto dalle persone disoccupate che ricevono la Nuova assicurazione sociale per l'impiego (Naspi) da almeno 4 mesi.

Chi potrà usufruirne? La sperimentazione interessa, appunto, circa 30.000 potenziali beneficiari, individuati con estrazione casuale, che saranno avvisati personalmente del loro inserimento nella sperimentazione con messaggio al cellulare, messaggio di posta elettronica e lettera raccomandata.Per informazioni è possibile contattare il numero verde 800.000.039,attivo dalle 9 alle 18, dal lunedì al venerdì, e la casella e-mail:info@anpal.gov.it.



Di che cifra si tratta? Dipende dal tipo di lavoro che si è perso e dalla regione in cui si vive. L'ammontare dell'assegno, che concretamente è corrisposto all'ente che eroga il servizio di assistenza alla ricollocazione, dipende dal livello diciamo di "occupabilità" della persona. Quindi, maggiore è la sua distanza dal mercato del lavoro, maggiore sarà l'assegno e quindi più forte il sostegno per reinserirsi. I valori minimi e massimi che si possono ottenere combinando questi due criteri vanno da 1.000 a 5.000 euro in caso di risultato occupazionale che preveda un contratto a tempo indeterminato (compreso apprendistato); da 500 a 2.500 euro in caso di contratto a termine superiore o uguale a 6 mesi; da 250 a 1.250 euro per contratti a termine da 3 a 6 mesi (solo in Campania, Puglia,Basilicata, Calabria e Sicilia).

Cosa faranno i beneficiari dell'assegno? I soggetti erogatori della misura sono i centri per l'impiego selezionati dalle Regioni, le agenzie per il lavoro accreditate ai servizi per il lavoro e la Fondazione consulenti del lavoro. La sperimentazione prevede l'affiancamento di un tutor al soggetto destinatario dell'assegno e proposta di un programma di ricerca intensiva di una nuova occupazione; impegno della persona a svolgere le attività individuate dal tutor e ad accettare le offerte di lavoro congrue. Un eventuale rifiuto ingiustificato da parte del soggetto farà scattare dei meccanismi di graduale riduzione delle misure di sostegno al reddito; sospensione del servizio se la persona ottiene un'assunzione in prova o a tempo determinato e ripresa del servizio nel caso in cui il rapporto di lavoro abbia avuto una durata inferiore a sei mesi; una sola possibilità di cambiare l'ente che eroga il servizio di assistenza.