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Elezioni 2018. La ripartizione dei seggi: ecco chi entra nel nuovo Parlamento

I.Sol. martedì 6 marzo 2018

Lo scrutinio dei voti delle elezioni politiche di domenica, i cui principali vincitori sono stati la Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio, è pressoché definitivo. Sono stati assegnati anche i 18 seggi del voto estero. Lo ha reso noto il Viminale sottolineando che si tratta di uno scrutinio non definitivo in quanto mancano alcuni verbali che sono stati trasmessi, come previsto dalla legge, alla corte d'appello.

Gli scenari possibili per formare il nuovo Governo

I seggi assegnati al Senato

Escludendo il riepilogo della circoscrizione Valle d'Aosta, sono 308 i seggi ripartiti al Senato, in base ai risultati delle elezioni politiche, secondo quando indicano i dati, presenti sul sito del Viminale.

Al centro destra vengono assegnati 137 seggi totali, di cui 37 alla Lega, 33 a Forza Italia, 7 a Fratelli d'Italia assegnati in base alla quota proporzionale e 58 con l'uninominale.

M5S vede finora assegnati in totale 112 seggi, di cui 44 relativi ai collegi uninominali e 68 alla quota proporzionale.

Il Pd totalizza 59 seggi, di cui 13 relativi ai collegi uninominali e 43 al proporzionale; al conteggio si aggiunge un seggio a Svp.

4 seggi vanno a Liberi e Uguali.

I seggi assegnati alla Camera

Sono 607 i seggi ripartiti alla Camera in base ai risultati delle elezioni politiche aggiornati sul sito del ministero dell'Interno.

Dal voto all'estero i 12 seggi in palio alla Camera, 5 sono andati al Pd, 3 al Centrodestra e uno rispettivamente a M5s.

M5S vede finora assegnati 222 seggi, il numero più alto, di cui 133 in base alla quota proporzionale e 88 ottenuti dai candidati nell'uninominale.

Il centrodestra ne ha 263, di cui 73 alla Lega, 59 a Forza Italia, 19 a Fratelli d'Italia assegnati in base alla quota proporzionale e 109 con quello uninominale.

Il Pd ne ha per ora 118 in totale, di cui 24 sull'uninominale e 86 sul proporzionale.

A Liberi e Uguali vanno 14 seggi.

Eletti anche 4 parlamentari a due forze scollegate dalla politica italiana, anche se non è la prima volta che si presentano alle urne. Un deputato e un senatore per Maie (Movimento associativo italiani all'estero) e per Usei (Unione sudamericana emigrati italiani).


I bocciati all’uninominale e ripescati dal proporzionale

Ecco alcuni dei nomi dei candidati nei collegi maggioritari che non hanno vinto, ma che entreranno comunque in Parlamento grazie al "paracadute" dei listini plurinominali, ovvero al metodo proporzionale su cui si basa il Rosatellum.

Liberi e Uguali ripesca Bersani e Boldrini. Gli ultimi 14 seggi assegnati alla Camera sono finiti a Liberi e Uguali, senza gloria all'uninominale ma comunque in grado di dare un posto a Laura Boldrini e Pier Luigi Bersani, battuti nei collegi.

Ripescati nel Pd Franceschini e Minniti. In quota Pd entrano invece i ministri Orlando e Martina, che non erano stati schierati all'uninominale, e i "big" Marco Minniti e Dario Franceschini, battuti rispettivamente a Pesaro e Ferrara. Così come l'ex ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ha perso a Genova, Claudio De Vincenti, ex ministro per la Coesione territoriale e del Mezzogiorno che ha perso nel collegio uninominale di Sassuolo, la ministra per l’Istruzione Valeria Fedeli, candidata nell’uninominale al Senato a Pisa e Debora Serracchiani, governatrice del Friuli Venezia Giulia (Pd), che ha perso all’uninominale alla Camera a Trieste.

Tutti sono stati comunque ripescati ed entreranno nel nuovo Parlamento perché erano candidati anche nei listini plurinominali.


Biancofiore torna in campo nel Centro destra. Rientra in gioco anche Michaela Biancofiore, sconfitta a Bolzano nel duello con Maria Elena Boschi.

I ripescati nel 5 Stelle. Tra i deputati molto in vista del Movimento 5 Stelle ad aver perso ai collegi uninominali c'è l'ex direttore della Padania Gianluigi Paragone, che ha perso a Varese, Danilo Toninelli, candidato a Cremona al Senato e Vito Crimi, anche lui al Senato a Lumezzane, in provincia di Brescia. Il M5S non ha vinto in nessun collegio in Lombardia. Paragone, Toninelli e Crimi sono stati comunque eletti nel proporzionale. Uno che non aveva il cosiddetto “paracadute”era Dino Giarrusso, ex inviato delle Iene, che ha perso nel collegio Gianicolense di Roma alla Camera e non essendo candidato nel proporzionale è rimasto fuori dal Parlamento.


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