Attualità

Milano. "Artigiano in Fiera" è un ponte di pace

Giovanna Sciacchitano lunedì 27 novembre 2023

Antonio Intiglietta, presidente Ge.Fi

Per i milanesi è ormai un appuntamento consolidato e familiare quello di “Artigiano in Fiera”, che si aprirà sabato 2 dicembre a Fieramilano (Rho) e si concluderà domenica 10 dicembre. Quest’anno i padiglioni da visitare saranno otto, uno in più rispetto allo scorso anno. Ne abbiamo parlato con Antonio Intiglietta, presidente di Ge.Fi., Gestione Fiere.
Qual è la novità di questa 27ª edizione?
Inauguriamo la fiera nel padiglione della Tunisia, insieme al governo tunisino e alle associazioni dell’economia e dell’artigianato tunisino, per significare il valore della nostra fiera. La nostra fiera è, come direbbe Papa Francesco, “un ponte” di connessione e collegamento fra l’Italia, l’Europa e l’Africa. Un ponte che nasce da un rapporto di grande stima che c’è tra noi di “Artigiano in Fiera” e gli artigiani tunisini. La pace si costruisce, infatti, sulle relazioni e un’amicizia nasce dal saper accogliere l’altro come diversità, come un bene. Sarà molto bello perché ci saranno artigiani tunisini giovani e donne espositrici. Questo anche a dimostrare che c’è una speranza per il futuro della Tunisia. Vogliamo dare il nostro contributo al “piano Mattei” proponendo al governo italiano un progetto che intende accompagnare per tre anni almeno 50 artigiani e giovani donne nello sviluppo della loro attività artigianale così che possa diventare un’impresa per creare “bellezza e bontà” che quest’anno è poi il titolo della nostra fiera. L’obiettivo è investire sulla persona. Qualsiasi investimento sulla crescita dell’Africa deve puntare sulla persona e sulla comunità in cui vive. Cioè sulla sua identità, la sua storia, la sua eredità culturale. Inoltre, avremo un’area imponente dedicata all’Arabia Saudita con 1200 mq. Per la prima volta in Europa verrà promossa l’autentica cucina araba che farà conoscere i suoi cibi in fiera. Nel complesso, ci saranno 600 nuovi artigiani in più su 2550 espositori. C’è grande ricchezza di novità. Ospiteremo oltre 200 artigiani che producono alimenti biologici, vegani e gluten free, che rispondono a esigenze sempre più crescenti del mangiar bene e sano, dall’altra rispettano i processi naturali della terra.
Perché è un appuntamento importante per le imprese?
Perché è la più grande fiera del mondo in cui un milione di visitatori incontra i nostri artigiani che possono parlare di sé attraverso ciò che fanno: un evento unico come portata di pubblico in tutto il mondo. Poi perché in questi nove giorni i partecipanti raggiungono un fatturato che raddrizza o rafforza il lavoro di un anno. Infine, è una verifica di mercato, per competere al meglio. Uno stimolo per il proprio percorso imprenditoriale e professionale.
Per contro ci sono migliaia di visitatori ogni anno: cosa cercano negli stand?
Cercano uno spunto di umanità che viene visto con grande simpatia e curiosità. Cercano cose uniche e originali nel loro genere che possono essere utili per sé, possono diventare una proposta di regalo per il Natale per i propri cari o da offrire in altri periodi dell’anno. È un Expo delle arti e dei mestieri del mondo. Ci si immerge in un ambiente in cui arte, cultura, musica, enogastronomia e relazioni fanno diventare la fiera una festa dei popoli, del lavoro, della creatività e della cultura. Torniamo, così, al tema della pace. Molti ci raggiungono con non poche difficoltà, attraversando terre dilaniate da guerre. La pace si costruisce se la gente si incontra, si stima, si apprezza e si riconosce nell’unico desiderio che abbiamo in ogni parte del mondo che è sempre un desiderio di compimento e di felicità.
La fiera è ormai presente tutto l’anno sulla piattaforma, perché questa scelta?
Ormai siamo “Phygital”: le dimensioni fisica e digitale non sono alternative, ma complementari. Abbiamo un milione e cinquecentomila iscritti nella nostra piattaforma e diventeranno presto un milione e ottocentomila. Con queste persone dialoghiamo tutto l’anno. La piattaforma è parte stessa dell’evento, infatti si chiama “Artigiano in fiera”, proprio come la fiera.
Che difficoltà incontrano gli artigiani che si affacciano al mercato?
Le difficoltà di sempre: processi burocratici onerosi e scarso supporto e sostegno finanziario.
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