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Aprilia. Camerunense ferito con fucile ad aria compressa. Scheda: migranti nel mirino

I.Sol. giovedì 16 agosto 2018

Il fucile e i proiettili di piombo rinvenuti dai Carabinieri durante le perquisizioni ad Aprilia (Ansa)

Ad Aprilia, in provincia di Latina, un uomo del Camerun è stato ferito da un colpo di fucile ad aria compressa. Il fatto è avvenuto nel giorno di Ferragosto.

Sono stati individuati dai carabinieri i tre giovanissimi responsabili dei piombini ad aria compressa sparati dalla finestra del centro città, ma ancora non è chiaro se si tratti di una bravata "finita male" o se di un nuovo caso di razzismo.
Pare che l’uomo di nazionalità camerunense sia stato ferito al piede ma che non versi in gravi condizioni: i tre ragazzi - due minorenni e un diciannovenne - sono stati denunciati per lesioni aggravate, mentre il l'uomo è stato curato dai medici dell'ospedale e dimesso con una prognosi di 5 giorni.
È stato lo stesso ferito a ricostruire la vicenda e a indicare l’area dalla quale sarebbe potuto partire il colpo: a quel punto i carabinieri hanno in poche ore individuato la finestra, prendendo così i responsabili del gesto che ancora non hanno spiegato nel dettaglio quanto avvenuto nel giorno di Ferragosto.

Violenza e intolleranza, 14 casi in due mesi
Un morto e 12 feriti, quasi tutti migranti colpiti con pallini

Dalla folle «caccia al nero» di Luca Traini a Macerata ai migranti presi di mira con armi ad aria compressa in tutta Italia, fino al caso di oggi ad Aprilia, il secondo nella stessa città in poco tempo. In due mesi e mezzo si sono verificati una serie di episodi di violenza o semplice intolleranza nei confronti di migranti. Solo negli ultimi due mesi - e dunque escludendo il raid razzista con cui Traini voleva vendicare l'omicidio di Pamela Mastropietro e quello del giovane malese ucciso a Vibo Valentia il 2 giugno mentre prelevava del materiale da una fabbrica abbandonata, i casi più gravi sono stati 14, con due morti e dodici feriti.

11 giugno, CASERTA - Due immigrati malesi vengono raggiunti da colpi di pistola ad aria compressa sparati da una Panda in corsa con a bordo tre ragazzi. Ferito all'addome uno dei due.

20 giugno, NAPOLI - In due su un'auto colpiscono alla pancia con dei piombini uno chef 22enne maliano, da anni in Italia.

2 luglio, FORLÌ - Una nigeriana è avvicinata da un motorino e ferita a un piede con una pistola da soft air.

5 luglio, FORLÌ - Un ivoriano di 33 anni viene colpito mentre è in bicicletta: uno sparo da un'auto che lo affianca e fugge.

11 luglio, LATINA - Colpi di pistola ad aria compressa sparati da un'auto in corsa, con a bordo tre giovani, feriscono due giovani nigeriani in attesa dell'autobus.

17 luglio, ROMA - Una bimba rom di 14 mesi viene gravemente ferita alla schiena da un colpo di pistola ad aria compressa mentre è in braccio alla madre. Ad esplodere il colpo un 59enne romano, che si è difeso: «non volevo colpirla».

26 luglio, CASSOLA (VICENZA) - Un operaio capoverdiano di 33 anni viene centrato da pallini mentre si trova su un ponteggio.
A sparare un 40enne: «ho mirato a un piccione».

26 luglio, CASERTA - Un migrante della Guinea è colpito al volto con una pistola ad aria compressa da due ragazzi in moto.

26 luglio, PARTINICO (PALERMO) - Un senegalese di 19 anni viene insultato e picchiato mentre serve ad un bar. «Sporco negro, torna al tuo paese», gli ha detto chi lo ha aggredito.

29 luglio APRILIA - Un marocchino di 43 anni, creduto un ladro - e nella sua auto vengono trovati degli arnesi da scasso - viene inseguito da tre cittadini del posto, finisce fuori strada, e poi viene colpito con calci e pugni. Morirà poco dopo.

30 luglio MONCALIERI (TORINO) - La primatista italiana under 23 di lancio del disco, Daisy Osakue, nata a Torino da genitori nigeriani, è colpita al volto da un uovo lanciato da un'auto.

3 agosto PISTOIA - Un 23enne del Gambia viene insultato con offese come 'sporco negrò e poco dopo sente vicino a lui uno o due colpi, forse sparati da una scacciacani.

15 agosto PARTINICO (PALERMO) - Alcuni immigrati che erano in attesa del pulmino che li riportasse nella comunità che li ospita vengono insultati e picchiati.