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Camera. Il governo pone la fiducia sulla legge di Stabilità I Comuni protestano: appello di Fassino

giovedì 19 dicembre 2013
Il governo ha posto la fiducia sulla legge di stabilità. Lo ha annunciato all'assemblea di Montecitorio, che in mattinata aveva approvato il Bilancio di previsione 2014, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini. La fiducia viene posta sul testo approvato dalla commissione Bilancio sul quale sono stati presentati 1.200 emendamenti. Il voto è atteso per la giornata di domani. "La legge di stabilità, che doveva essere una rottura rispetto alla vecchia Finanziaria, rischia di riallinearsi con quella normativa nella parte di essa inserita in Parlamento" ha detto Franceschini, auspicando una "riflessione" sul lavoro delle commissioni su questo testo. Ha poi aggiunto che "non ci sono né marchette né schifezze, ma emendamenti legittimamente approvati secondo le norme in vigore dalle commissioni". Intanto l'Anci lancia un appello al capo dello Stato Giorgio Napolitano e chiede un incontro quanto prima al Quirinale per "manifestare nel modo più formale ed autorevole il profondo disagio di migliaia di sindaci e amministratori locali": lo ha annunciato il presidente dell'Anci Piero Fassino, che esprime un giudizio negativo sulla legge di stabilità. Il presidente dell'Anci, Piero Fassino, oggi ha puntato il dito, al termine di un ufficio di presidenza dell'Associazione, su una legge di stabilità che "configura - in particolare per quanto riguarda la Iuc - una secca ed inaccettabile riduzione delle risorse a disposizione dei Comuni con gravi ed inevitabili conseguenze sulla erogazione dei servizi ai cittadini e sulle condizioni di vita di milioni di persone e di famiglie". Questo esito, ha proseguito Fassino, "è tanto più grave perché contraddice di 180 gradi l'impegno assunto formalmente dal governo negli incontri del 7 e 28 agosto per non ridurre ulteriormente nel 2014 le risorse per i Comuni, dopo che dal 2007 - ha sottolineato - gli enti locali italiani hanno subito continui e pesanti tagli alle loro risorse.