Attualità

Il mistero. Ancora roghi a Canneto. E il mistero continua

Alessandra Turrisi sabato 19 luglio 2014
Sul telaio rotondo ormai affumicato ci sono le tracce del ricamo che quella signora era solita tenere tra le mani. I materassi con i copriletti bruciati testimoniano che fino a qualche sera fa accoglievano ancora il sonno sereno di uomini e donne. Ma quegli appartamenti a pochi passi dalla spiaggia sulla costa tirrenica del Messinese, ormai, sono disabitati. Nessuno vuole restare in quelle casette a schiera di via del Mare, dove tutte le cose inanimate, all’improvviso, prendono fuoco. È tornata nell’incubo Canneto, la frazione di Caronia, non più di 250 abitanti, che dieci anni fa diventò un villaggio fantasma proprio a causa di misteriosi incendi che devastarono le abitazioni e la vita dei residenti. Le telecamere di tutto il mondo si interessarono agli inquietanti fenomeni, che scatenarono le più bizzarre ipotesi, alieni e diavoli compresi. Malgrado le indagini di esperti, i monitoraggi ordinati dall’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nessuno ha mai saputo veramente cosa fosse accaduto. Esperimenti militari segreti? Satelliti impazziti? Interferenze con la linea ferrata? L’unica cosa che sembra certa è che si tratti di campi elettromagnetici e che le manifestazioni siano di natura «episodica e impulsiva», come scrivono in un rapporto riservato i componenti del gruppo interistituzionale di osservazione nel novembre 2008.Dopo la paura, anni di pausa dei fenomeni, spesi a riattaccare i cocci di una tranquillità ormai smarrita per sempre. Quell’angoscia, sopita per dieci anni, adesso è prepotentemente tornata. Da alcuni giorni gli strani fenomeni si sono ripresentati in tutto il loro vigore, in quel pugno di case allineate stretta fra la ferrovia e la costa. Davanti alle telecamere dei giornalisti presenti ha preso fuoco in uno sgabuzzino un cestino in vimini della biancheria. Un asciugacapelli con la spina staccada dalla presa si è liquefatto. Una sera è andato in fiamme il letto matrimoniale di Nino Pezzino e la sera seguente quello del figlio. Le fiamme sono divampate negli appartamenti del piano terra, ora stanno interessando anche quelli del primo piano.Il sindaco di Caronia, Rino Beringheli, trascorre le giornate a sollecitare le istituzioni regionali e nazionali a dare risposte concrete a un problema che non può rimanere irrisolto. Il primo cittadino ha inviato una lettera al premier Renzi, al Presidente della Regione, Rosario Crocetta, a tutte le autorità provinciali, perché intervengano secondo la propria competenza. «La commissione interministeriale - prosegue - non ci ha mai detto ufficialmente quali sono state le loro scoperte dal 2005 al 2007». Oggi l’assessore regionale alla Protezione Civile, Giuseppe Bruno, visiterà i residenti di Canneto e lunedì ha già convocato un incontro con vigili del fuoco, vertici delle ferrovie, dell’Enel, della protezione civile. Sul posto sono presenti le centraline di rilevamento dell’Arpa.Qualche fisico avanza l’ipotesi che ci sia la mano dell’uomo in questi eventi. Viene fuori, invece, che il gruppo di osservazione, coordinato da Francesco Venerando, in una relazione si sia opposto alla sospensione dell’attività di monitoraggio nel territorio a partire dal febbraio 2008, perché «vanifica gli sforzi precedenti e impedisce la comprensione del quadro fenomenologico» e di valutare «ogni possibile conseguenza sul piano della sicurezza e della salute».